80 anni fa le leggi razziali. Il cinema che le racconta, con Aamod e Istituto Luce

Si comincia martedì 4 dicembre (ore 20 Casa del cinema a Roma) con “Inconscio italiano”, il doc di Luca Guadagnino che a partire dall’occupazione dell’Etiopia riflette sull’identità italiana. È il primo appuntamento di “La conquista dell’impero e le leggi razziali“, rassegna (fino al 7 dicembre) per rinfrescare la memoria, organizzata da Aamod e Istituto Luce – Cinecittà. Per non dimenticare in tempi xenofobi come i nostri …

Sarà Inconscio italiano, il doc di Luca Guadagnino scritto da Giuppy d’Aura, ad aprire martedì 4 dicembre alla Casa del cinema di Roma (ore 20) La conquista dell’impero e le leggi razziali, rassegna organizzata dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e Istituto Luce Cinecittà, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, CSC- Cineteca Nazionale e Casa del Cinema.

Ottant’anni fa l’Italia fascista promulgava le vergognose leggi razziali (era il 12 settembre del ’38). Per non lasciare cadere nell’oblio questo drammatico anniversario, soprattutto di questi tempi in cui i venti razzisti hanno ripreso a soffiare con pericolosa e rinnovata forza, la rassegna propone 4 giorni (4, 5, 6, 7 dicembre) di incontri e cinema per approfondire questa tragica pagina di storia.

Si apree dunque col film-saggio di Guadagnino che, partendo dalla drammatica esperienza dell’occupazione in Etiopia, riflette sulle origini stesse dell’identità italiana. Diviso in due parti il film dà voce a sei intellettuali (Angelo del Boca, Michela Fusaschi, Lucia Ceci, Iain Chambers,  Alberto Burgio,  Ida Dominijanni) che analizzano il passato coloniale dell’Italia fascista e il presente italiano. La seconda è invece composta da una suite di montaggio che, destrutturando l’impianto del documentario di propaganda di regime, indaga su ciò che in quelle immagini rimaneva velato.

La conquista violenta dell’Etiopia, la dichiarazione dell’Impero, e la promulgazione delle leggi razziali sono eventi strettamente collegati tra loro che nell’ottica del regime all’apice delle sue strutture di potere (e consenso) dovevano assicurare all’Italia un impero e alle sue genti di “razza” bianca la supremazia in patria e in colonia.

Se gli anni Trenta riflettono la forte discontinuità impressa allo Stato unitario dal regime fascista, costituiscono un osservatorio di straordinaria importanza per cogliere le rimozioni dell’Italia contemporanea rispetto al suo passato e alle molteplici eredità e chiusure verso l’alterità nelle sue diverse forme, ieri e oggi.

Tra i tanti film proposti anche Pagine nascoste, il bel documentario di Sabrina Varani basato sul romanzo di Francesca Melandri, Sangue giusto.

Qui tutto il programma della rassegna

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