Addio Piero Tosi. Il sarto da Oscar che ha cucito la storia del cinema



Quelle bretelle a seno nudo di Charlotte Rampling ne Il portiere di Notte di Liliana Cavani o quella nuvola di bianco che avvolge Claudia Cardinale-Angelica ne Il Gattopardo di Luchino Visconti non sono che due foto-icone alle quali ha contribuito il genio creativo di un sarto artigiano, di un artista unico che ha “cucito” col suo estro intere pagine di storia del nostro cinema

Si è spento a Roma, a 92anni, il costumista e premio Oscar alla carriera Piero Tosi: era nato a Sesto Fiorentino (Firenze) nel 1927 ed è stato grande amico e collaboratore di Visconti e Zeffirelli (sarà seppellito nella tomba di famiglia del regista fiorentino).

Allievo del pittore Ottone Rosai, ha cominciato in teatro la sua travolgente carriera per poi passare definitivamente al cinema, quello che oltre a Visconti e Zeffirelli, l’ha portato sui set di Vittorio De Sica, Federico Fellini, Mauro Bolognini, Liliana Cavani e Pier Paolo Pasolini. Quel grande cinema italiano che, allora, ha fatto la storia del cinema internazionale.

Tra i titoli da antologia, Bellissima, Senso, Rocco e i suoi fratelli, Medea di Pasolini, Storia di una capinera e La Traviata di Franco Zeffirelli, Senilità di Bolognini, Il malato immaginario di Tonino Cervi e Ieri, Oggi e domani di Vittorio De Sica.

È stato docente, per molti anni, al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e, dal 2009, il Bif&st di Bari gli ha intitolato il premio per il miglior costumista tra i film del festival.