Alvaro Rissa, il poeta. Da “Ecce Bombo” all’oltretomba e ritorno (a Bookciak, Azione!)

Ci sono scene diventate icone indelebili del nostro immaginario. Quella degli esami di maturità di Ecce Bombo è una di queste. A distanza di 40 anni (41 per l’esattezza, il film è uscito nel ’78) si riprende la scena Alvaro Rissa, il “poeta contemporaneo” che il genio di Nanni Moretti, allora ventenne, ha reso un culto assoluto per intere generazioni. Guest star alla prossima edizione del nostro Premio Bookciak, Azione! – il 27 agosto al Festival di Venezia – Alvaro Rissa, al secolo Cristiano Gentili, rilascia ad Alba Solaro la sua intervista bomba. Anzi, Ecce Bomba …

Alvaro Rissa nell’iconica scena di “Ecce Bombo” di Nanni Moretti

 

D. Alvaro Rissa, lei non solo “vive”, come scrivevano sui muri, ma è in gran forma. Cosa ha fatto in questi ultimi 40 anni?
R. Ho fatto l’unica cosa che so fare: scrivere poesie. Solo questo
D. Noi ce la ricordiamo per i suoi bellissimi lunghi capelli neri da apache, cosa ne è stato? Li conserva da qualche parte? E che tipo di balsamo usava?
R. Mettiamo subito le cose in chiaro, non ho mai usato balsamo… E quanto ai capelli mi hanno aiutato tantissimo: appena incontravo qualcuno che mi diceva “ma perché non ti tagli quei capelli” sapevo che con quella persona non avrei potuto prendere neanche un gelato…
D. La forza di Sansone era nei capelli: dove sta la forza di un poeta?
R. Io credo che per chiunque, giornalisti, meccanici, pittori, chirurghi, per qualunque persona lavori con scrupolo, la forza sia nella coerenza… Credo sia la coerenza…
D. Cos’è cambiato in questi 40 anni nel ruolo della poesia nell’oltretomba? E nel ruolo dell’oltretomba nella poesia?
R. Direi pochissimo. 40 anni fa mi sembrava impossibile concepire la poesia senza l’oltretomba e l’oltretomba senza la poesia. Oggi è uguale.
D. In chi o cosa si vorrebbe reincarnare Alvaro Rissa dopo la morte?
R. Vediamo … nella mente di un ausiliario del traffico. Si, credo proprio che sia un abisso incredibile…
D. Come immagina l’inferno?
R. 24 ore di trasmissione continua di tutti i tg italiani, senza interruzioni.
D. È più infernale l’esame di maturità o il calcolo della pensione?
R. L’esame di maturità… non credo ci sia nulla di più atroce …
D. L’anno scorso per la terza volta in quattordici anni è uscita una poesia di Ungaretti come traccia agli esami di maturità. Alvaro Rissa ne è contento o la reputa una scelta un po’ monotona?
R. Molto molto molto monotona. E mi dispiace per Ungaretti perché non credo che questo faccia bene alla sua lettura. Usciti dalla maturità a chi può più venire voglia di leggerlo?
D. La poesia contemporanea è gender fluid? Il poeta contemporaneo si metterebbe mai lo smalto sulle unghie?
R. Ma si assolutamente, smalto sulle unghie, rossetto, ciglia finte. Va bene tutto tranne il tatuaggio. Il tatuaggio no, è troppo borghese, lo lascerei da parte.

D. A proposito, lei era un esperto nei rapporti tra letteratura e gastronomia. Ma erano gli anni 70, eravamo ancora fermi alla pasta con la panna e salmone. Che impatto ha avuto la rivoluzione della nouvelle cusine sulla poesia?
R. Mah quella cucina ha avuto un impatto drammatico sulla nostra mente. Quindi l’ha avuto sicuramente anche nella poesia. Un impatto tragico.
D. La poesia oggi sarebbe crudista, vegetariana o vegana?
R. Assolutamente crudista
D. E parlando di contemporaneità: qual è il ruolo della poesia in Masterchef?
R. Nessuno!
D. Tra i piatti degli chef Bottura e Cracco, quali trova più poetici?
R. Mi vanto di pochissime cose nella mia vita: ho stretto la mano a Borges e Sandro Pertini, ho toccato il groppone di una balena grigia e… ho fatto un favore a Frank Zappa … forse dovrei aggiungere di non conoscere questi signori …
D. Se le sue poesie fossero un piatto, quale sarebbe?
R. Rigatoni con la pajata


D. Poco tempo fa un suo fan, Walter Lapini, ha pubblicato un’antologia di testi greci e latini apocrifi firmati Alvaro Rissa dal titolo: Il culo non esiste solo per andare di corpo. Lo ha letto?
R. Assolutamente sì ho conosciuto anche l’autore, una persona straordinaria e un bravissimo … poeta.
D. Esiste a suo parere un rapporto tra il “culo” e la poesia?
R. Accidenti: rapporto intenso e profondo… non mi faccia andare oltre… e poi il culo e la poesia sono tra le cinque cose più belle al mondo.
D. Alvaro Rissa ha avuto “culo” nella vita?
R. Tanto, tantissimo
D. A quale parte del corpo dedicherebbe una poesia?
R. Al gomito
D. Qualcuno le ha mai proposto di partecipare all’Isola dei Famosi?
R. No nessuno
D. Nel caso, con chi ci vorrebbe andare?
R. Con la donna che vende le olive al mercato di Trionfale… è molto più giovane di me ma avrei tante cose da chiederle.
D. Ha mai pensato di proporre un talent show tipo X Factor per lanciare giovani poeti?
R. Ma perché no?! Credo nell’Armageddon per ogni materia. Ecco mi immagino giovani e meno giovani che vanno lì con le loro poesie e le declamano… sarebbe davvero l’Armageddon finale della poesia.
D. Qual è il ruolo della poesia contemporanea nei social media?
R. Nessuno
D. E il ruolo dei social media nella poesia?
R. Un’altra domanda?
D. La poesia è più Twitter, Instagram, Whatsapp o Facebook?
R. La poesia è un piccione viaggiatore muto
D. Come ha vissuto la poesia il passaggio dalla prima alla seconda repubblica?
R. Non se n’è accorta affatto
D. C’è più poesia nelle barzellette di Berlusconi o nei tweet di Salvini?
R. Credo nelle barzellette di Berlusconi
D. Cosa farà dopo questa intervista?
R. Quel piatto di rigatoni con la pajata mi ha stuzzicato l’appetito.


Alba Solaro

Giornalista


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