Archivio Luce, cent’anni d’immaginario italiano. Ora sono bene comune

Nuovo di zecca il portale dell’Archivio Luce offre il suo patrimonio a portata di un clic. La memoria e la storia del nostro paese disponibili a tutti nel rinnovato sito web (www.archivioluce.com) che con questa nuova interfaccia e un nuovo concept di ricerca diventa davvero un bene comune …

Lo slogan recita: «L’immaginario italiano, in un clic». Ma c’è molto di più nel nuovo portale Archivio Luce (www.archivioluce.com), inaugurato e presentato ufficialmente mercoledì 11 aprile a Roma dal presidente dell’Istituto Luce Cinecittà, Roberto Cicutto.

Soprattutto c’è molto di più di una riduttiva identificazione del Luce con il periodo storico del fascismo. A portata di clic ci sono, dunque, la memoria e la storia del nostro Paese con una grafica, una struttura web semplice ed efficace per tutti e con un potenziato motore di ricerca. Tali da poter trasformare qualsiasi utente in un attento ricercatore e perfino in un originale film-maker del nostro presente.

Unico Archivio italiano a entrare nel prestigioso registro Memory of the World dell’Unesco, l’Archivio dell’Istituto Luce Cinecittà (nato nel 1924) è una vera e propria miniera di immagini (documentari, cinegiornali, fotografie) raccolte in oltre 90 anni di storia: 90.000 filmati e oltre 3 milioni di fotografie che documentano la storia, la politica, la società, la cultura, le arti, il costume.

Da sempre accessibile agli studiosi e da sempre al passo con l’innovazione tecnologica (dal 1999, primo archivio audiovisivo a essere digitalizzato; dal 2001, online con una vasta banca dati e dal 2012, con una buona porzione del patrimonio audiovisivo condivisa su YouTube) ora con questa nuova interfaccia e un nuovo concept di ricerca diventa davvero un bene comune.

Enrico Bufalini, direttore dell’Archivio e Roland Sejko, responsabile editoriale del sito hanno illustrato le caratteristiche principali dell’Archivio e le modalità di accesso e consultazione. Che si possono agevolmente individuare e percorrere fin dalla home del sito (una gradevole pagina già di per sé ricca di spunti e di suggerimenti e aggiornata quotidianamente).

Dai classici menù a tendina si può entrare nelle varie sezioni e articolazioni: archivio cinematografico, archivio fotografico, cinegiornali, La Settimana Incom, Fondi. Ecco quello dei Fondi è uno degli aspetti più interessanti e suscettibile di sviluppi e arricchimenti. Attualmente disponibili, tra i più importanti, sono il Fondo Mario Canale, il Fondo Mario Gianni, e parte della Cineteca del Friuli. Appena acquisito e in corso di ordinamento e digitalizzazione è l’archivio del grande documentarista Folco Quilici, mentre in arrivo sono i fondi della Uil e l’archivio di un altro straordinario autore e cineasta come Silvano Agosti.

Tutti i documenti sono visibili in alta risoluzione e da qualsiasi apparecchio (compresi tablet e smartphone, anche se ancora non c’è un’app dedicata ad hoc) e ciascun documento e fondo è affiancato da didascalie, schede e rimandi a possibili ricerche e approfondimenti. Di rilievo è anche la possibilità di comporre playlist personalizzate e di salvarle in cartelle individuali alle quali accedere nel tempo.

Si diceva della possibilità di usare storia e memoria per raccontare, anche il nostro presente. Tale è l’offerta periodica dei «mini-doc», brevi documentari di 8-10 minuti prodotti dal Luce, che raccontano temi e personaggi particolari miscelando filmati d’epoca e riprese attuali. Così come la proiezione settimanale di corti e documentari d’archivio firmati da autori importanti. I primi ad essere on line saranno i lavori di Valerio Zurlini, Luigi Comencini, Michelangelo Antonioni e il film collettivo 9×10 Novanta. 

Vastissimo è il repertorio fotografico e ben 431.882 sono le foto che il navigatore del sito ha a disposizione. Con l’acquisizione recente, tra l’altro, dei fondi di Pino Settanni e di Caio Mario Garrubba.
Importanti sviluppi potranno venire anche dall’auspicata partnership tra il Luce e un’altra miniera come le Teche Rai e dalla già iniziata sottotitolazione in inglese dei filmati sonori per allargare le possibilità di scambi e di ricerche internazionali.

Renato Pallavicini

giornalista e critico di cinema e fumetti

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