Aspettando Bookciak, Azione! 2019. Cominciamo dai libri: cartoline dalla Grande Guerra

In attesa di Bookciak, Azione! 2019 (la premiazione il 27 agosto alle Giornate degli Autori veneziane) presentiamo uno dei quattro libri che faranno da traccia ai bookciak. È “War Painters (1915-1918)”, graphic novel di Laura Scarpa (ComicOut) dedicato a «come l’arte salva dalla guerra». Tre storie diverse, tra cui, “Die Kriegsmaler”, sui pittori di guerra austriaci, artisti e illustratori arruolati e mandati al fronte per raccontare in immagini le trincee. Tra loro c’era anche Oskar Kokoschka …

I fuochi nella notte sono fatti di giallo, arancio e rosso: potrebbero essere fiori caldi sbocciati e invece sono lampi roventi, sparati dai fucili o esplosi dalle granate. Nella primissima tavola di War Painters (1915-1918) di Laura Scarpa (ComicOut) c’è una felice rappresentazione grafica del senso del sottotitolo al libro: «come l’arte salva dalla guerra».

Un graphic novel – anzi tre, più alcuni saggi e schede di approfondimento – che ruotano attorno a quell’interrogativo che l’autrice si pone in un’altra tavola del suo libro, una sorta di autoanalisi del suo lavoro, e che riguarda, appunto, la possibilità che l’arte e il fare artistico possano contribuire a salvarci dalla tragedia della guerra.

Che guerra fosse e che tragedie si portò dietro quella racchiusa (per l’Italia) tra quei due nefasti numeri-anni 15-18 lo sanno ben tutti (o almeno dovrebbero). Fu definita la Grande Guerra, primato presto scalzato dalla Seconda Guerra Mondiale ben più grande e tragica della Prima. E tant’è: anche se superato e cancellato come un triste record, allora fu il discrimine drammatico che attraversò e inglobò il mondo, per estensione, congegni e mezzi di distruzione (l’uso dei gas e degli aerei) e per vittime.

Tre storie diverse: la prima Die Kriegsmaler, erano pittori di guerra è sui kriegsmaler austriaci, ovvero i «pittori di guerra», artisti e illustratori arruolati e mandati al fronte per raccontare in immagini la guerra. Non soltanto scene di guerra ed episodi celebrativi per far contenti gli Stati Maggiori, ma anche piccoli quadri di vita quotidiana e ritratti da spedire alle famiglie in forma di schizzi e di cartolina. E quella delle cartoline, in particolare, è una storia approfondita in un capitolo del libro dal titolo «L’apocalisse formato 9×14», scritto da Maurizio Lucchi.

La seconda storia disegnata da Laura Scarpa, Bellezza, il volto, riguarda Anna Coleman Ladd una scultrice statunitense che, durante la guerra, si trasferì in Francia dove fondò un laboratorio per la ricostruzione, attraverso maschere di gomma e metallo, dei volti di soldati devastati dagli scoppi di bombe e granate.

La terza storia, Pane e Lardo, è una messa in scena e in figura di una canzone dell’epoca, una forma di espressione che spesso, raccontava e narrava collettivamente più di quanto non potesse essere detto dai singoli soldati.

Tre discipline artistiche dunque: il disegno, la scultura, la musica (e i versi) per tentare di «sublimare» il dolore e la sofferenza di quella grande e sciagurata guerra. L’arte, del resto, ci ha provato diverse volte: con la narrativa di Erich Maria Remarque e di Mario Rigoni Stern; con il cinema di Stanley Kubrick e Francesco Rosi; con il fumetto di Jacques Tardi e ora di Laura Scarpa. Insomma, l’arte la sua parte l’ha fatta.