BAFTA 2020: trionfa “1917” con 7 statuette. Premi anche a “Joker” & Co.

 


La guerra di Sam Mendes continua a raccogliere premi: 1917, l’affresco del regista di American Beauty Skyfall sulla Prima Guerra Mondiale, trionfa con ben sette riconoscimenti alla cerimonia dei BAFTA (i premi della British Academy of Film and Television Arts), svoltasi domenica 2 febbraio alla Royal Albert Hall di Londra.

Gli “Oscar inglesi” di quest’anno difficilmente avrebbero potuto ignorare un film come quello di Mendes, dove la corsa contro il tempo di due soldati britannici per salvare i propri commilitoni pare alludere (anche) al controverso momento politico attraversato oggi dal Regno Unito (qui la recensione del film d Emanuele Bucci).

Non a caso, dunque, questo 1917 in (apparente) piano-sequenza porta a casa i premi dell’Academy britannica in quasi tutte le principali categorie: miglior film (battendo alcuni dei principali competitor ai prossimi Oscar, come The IrishmanC’era una volta… a Hollywood), film britannico (non ce l’ha fatta, tra gli altri, il duro spaccato sul mondo del lavoro Sorry, we missed you di Ken Loach), regia e fotografia (Roger Deakins), oltre che scenografia, suono ed effetti visivi.

Ma altri candidati ai BAFTA 2020 possono dire di non aver corso invano, e fra questi ci sono alcuni (ormai molto noti) adattamenti da opere letterarie: il Joker di Todd Phillips, oltre al record di nomination in vista degli Oscar di domenica 9 febbraio, porta a casa l’ennesimo riconoscimento alla performance di Joaquin Phoenix (miglior attore protagonista), nonché il premio al miglior casting e alla miglior colonna sonora originale.

Jojo Rabbit, la satira sul nazismo di Taika Waititi tratta dal romanzo Il cielo in gabbia di Christine Leunens, si aggiudica invece il premio alla miglior sceneggiatura non originale (firmata dal regista), mentre alle Piccole donne adattate da Greta Gerwing va il riconoscimento per i migliori costumi. Le Mans ’66- La grande sfida, sulla contesa tra scuderie automobilistiche che aveva già ispirato il romanzo Go Like Hell di A. J. Baime, ottiene invece il BAFTA al miglior montaggio.

Tra le interpreti femminili vincono invece la Renée Zellweger di Judy (miglior attrice protagonista) e la Laura Dern di Storia di un matrimonio (miglior attrice non protagonista): non ce la fanno, tra le altre, le colleghe (e concorrenti anche negli imminenti Oscar) Charlize Theron e Margot Robbie di Bombshell- la voce dello scandalo, che invece deve accontentarsi del BAFTA al miglior trucco e acconciatura.

Parasite di Bong Joon-ho aggiunge alla sua già ampia collezione di premi anche i BAFTA al miglior film in lingua straniera e alla miglior sceneggiatura originale, mentre non si ferma la fortuna della performance di Brad Pitt per C’era una volta a… Hollywood: dopo i Golden Globe e i Critics’ Choiche Awards, anche i BAFTA incoronano il divo come miglior attore non protagonista.

Alla mia piccola Sama (di Waad al-Kateab e Edward Watts), intensa testimonianza di una studentessa siriana sulle conseguenze della guerra civile ad Aleppo, ottiene il BAFTA al miglior documentario, mentre Klaus- i segreti del Natale (di Sergio Pablos), prodotto e distribuito da Netflix, è il miglior film d’animazione.

Nelle categorie riservate al cinema britannico vincono Bait (miglior debutto), scritto e diretto da Mark Jenkin e prodotto da Kate Byers e Linn Waite, Grandad was a romantic (miglior cortometraggio d’animazione) e Learning to skateboard in a warzone (if you’re a girl) come miglior cortometraggio. Il miglior attore esordiente è invece Michael Ward (Blue Story), che la spunta, tra gli altri, sulla Awkwafina di The Farewell- Una bugia buona.