C’è un armadio Ikea fra i migranti. Il libro tutto da ridere del Peter Sellers francese

Si chiama Romain Puértulas è del ’75, di origini spagnole e sforna bestseller a ritmi record. Come “L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea” suo libro d’esordio (Einaudi) che è già diventato un film per la regia di Ken Scott. Una rocamblesca fiaba umoristica in giro per l’Europa al seguito di un Peter Sellers indiano, cialtroncello e illusionista che, tentando di arrivare a Parigi, si ritrova innamorato e al centro dei flussi migratori che attraversano il nostro presente tra disumani Caronti sfruttatori e venditori di schiavi …

Nome: Romain
Cognome: Puértulas
Data e luogo di nascita: 21 dicembre ’75 Montpellier, sud della Francia (ma da babbo spagnolo e mamma francese, addetti entrambi in rispettivi eserciti)
Professioni (in ordine di apparizione):
1)you tuber specializzato in smascheramento di maghi e fachiri
2) controllore di volo nell’aeroporto di Madrid
3) agente di frontiera della polizia francese impegnato nell’arte di sgamare passaporti falsi
4) spiritoso scrittore più veloce della luce.

Il suo libro d’esordio (un bel frullato di precedenti esperienze con spruzzatine autobiografiche), su cui ha lavorato ben un mese, l’hanno comprato, quando è uscito, cinque anni fa, in 300.000.

Solo in Francia ovviamente. Ma pare andato alla grande anche fuori.
Al punto che L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea, questo il titolo (che sembra proprio scippato a un film di Lina Wertmuller), edito in Italia da Einaudi dopo aver fatto la fortuna de “La Dilletante”, è diventato appunto un film.

È una rocamblesca fiaba umoristica, quella scritta di getto dal giovanotto Puértulas, che racconta l’avventura incredibile di un suo coetaneo, Ajatashatru, nodoso indiano cialtroncello preparatissimo in trucchetti da fachiro con cui, fin da bambino, si è garantito sopravvivenza e consenso al suo paese, in Rajasthan, e che un bel giorno si regala una vacanza sprint a Parigi racimolando una colletta per un viaggio in stile giapponese (andata e subito ritorno) offerta dai compaesani creduloni. Meta “professionale” e scopo condiviso: l’acquisto Ikea di un letto plurichiodato per fachiri moderni.

Il viaggio lampo si trasforma da subito in una sorta di “giro non proprio del mondo in 90 giorni”, ma di sicuro di buona parte d’Europa e del Mediterraneo in pochissimi giorni, e con mezzi non proprio comodissimi. Neanche per un fachiro: appunto un armadio Ikea; un bauletto Vuitton di una star francese dal nome assai allusivo, Sophie Marciò; una mongolfiera che ovviamente precipita nel mar Mediterraneo frequentatissimo a quest’epoca, come tutti sappiamo, da disumani Caronti sfruttatori e venditori di schiavi.

Le picaresche avventure sono infatti condite dall’impatto di Ajatashatru con quanto offre il giorno d’oggi in fatto di brutture. Belve rapaci assetate di denaro e migranti disperati in cerca di un po’ di pace spediti indietro come pacchi dalle varie polizie, ma anche storie personali di abusi da bambino quando un vecchiaccio pedofilo lo introduce nel ributtante mondo della “fellatio” in cambio di un accendino. Tragicamente magico per lui che tuttavia lo guida verso il suo destino di vera o falsa magia.

La magia obbligatoria in una favola è come sempre l’amore, che lui incontra da subito all’Ikea pranzando a tavola con una morbida francese, prima di cominciare la sua fuga inseguito ovunque da un tassista rom che lo vuole far fuori dopo essersi accorto che, in puro stile da mago, l’indiano gli ha rifilato e poi recuperato un cento euro stampato solo da una parte.

Ma la vera magia è la vocazione alla scrittura che il fachiro scopre all’improvviso nel bauletto Vuitton nella carlinga dell’aereo che lo porta a Roma. È lì che preso da raptus, sotto lo sguardo liquido di un cane, scrive la sua prima opera sulla sua bianca camicia stropicciata con una piccola matita Ikea sperando in volo in un futuro luminoso pari almeno a quello di Fabio Volo (citato proprio nel libro).

Leggendo le prime pagine, decisamente divertenti e surreali, la prima cosa che ti viene in mente è Peter Sellers che, come è noto, purtroppo non c’è più, perché il ruolo del candido e ben intenzionato cialtroncello a cui ne capitano di tutti i colori, sembra davvero scritto pensando a lui. O quanto meno alle sue esilaranti interpretazioni.

Chissà se Dhanush, protagonista del film diretto da Ken Scott, ne sarà all’altezza.
Intanto Romain Puértulas che pare abbia anche un piccolo ruolo, ha continuato spedito la sua strada senza cambiare ovviamente la formula: titolo lungo e gestazione corta. Per la seconda opera La bambina che aveva mangiato una nuvola grossa come la Tour Eiffel ha già abbassato il record: si è applicato in totale due settimane e mezzo.
Per gli altri che ha prodotto non abbiamo notizie di nuovi effetti speciali, ma ci aspettiamo in futuro una Recherche sfornata in ventiquattrore.

Marina Pertile

giornalista

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