Ciao Igor Pulcini, grazie per le tue parole di cioccolata

Ci ha lasciato lunedì 4 novembre Igor Pulcini, amico, compagno delle molte avventure di Bookciak e preziosa firma di queste pagine web. “Architetto esperto in lotta per la sopravvivenza” si definiva lui stesso… e di quella sua lotta per la sopravvivenza, tutta personale, faceva sicuramente parte anche la scrittura …

un autoritratto di Igor

Architetto esperto in lotta per la sopravvivenza. Igor si sentiva così e così si presentava ai lettori di queste pagine web, in quelle due righe che trovate al fianco delle nostre firme. Di quella sua lotta per la sopravvivenza, tutta personale, faceva sicuramente parte anche la scrittura.

Basta leggere i pezzi che negli anni ci ha regalato, per capire che quelle sue parole, scelte con la cura di un artigiano, un architetto artigiano, erano anche e soprattutto il suo antidoto all’approssimazione e alla superficialità della nostra era social.

Che ci racconti della follia di Ophlia, “l’unico elemento di lucidità, l’unica parola di verità”, nella sorprendente rilettura dell’eroina shakesperiana di Francesca Fini, oppure degli indios amazzonici, finalmente “liberati dal mito del buon selvaggio” nel potente film di Ciro Guerra, Igor Pulcini ha la capacità di trasformare le parole in strumenti di sopravvivenza, per lui e per il lettore. Parole da mettere da parte e da usare come antivirale, in un contemporaneo dove virale è diventato sinonimo di successo.

Al contrario Igor alle grandi platee (nonostante nel suo curriculum spiccano importanti sale cinematografiche) preferiva i luoghi appartati, le serate tra amici, da condire con tanto parlare, buon cibo e soprattutto ottimo vino che non mancava mai alla sua tavola. Una tavola generosa dove non era mai possibile trovarsi fuori posto, o isolati, dove ci metteva tutta la “grazia del suo cuore”, per dirla con Capossela con quel brano che Igor ha inciso per Cristina, compagna di un gran pezzo della sua vita.

Una malattia impossibile da sconfiggere, un tumore raro e feroce, si è portato via Igor la mattina del 4 novembre a 63 anni. Ce lo immaginiamo ora – e qui usiamo le sue parole – a quel banchetto descritto da Rodari ne La torta in cielo, in cui dopo che i bambini hanno respinto i militari a torte in faccia “invitano tutti a partecipare, a immergersi collettivamente nel flusso della vita liberamente inventando la storia stessa, perché la verità non è in un sogno solo, la verità è in molti sogni, e i sogni, si sa, sono fatti di cioccolata”.

Ciao Igor la redazione di Bookciak Magazine conserverà le tue parole di cioccolata.