Com’è poco geniale l’amica di Saverio Costanzo. Che arriva in tv

In onda dal 27 novembre su Rai1, Raiplay e sulla piattaforma Timvision, “L’amica geniale”, l’attesa serie tv tratta dalla fortunata saga di Elena Ferrante, per la regia di Saverio Costanzo che, però, non ci ha convinto. Molte macchiette da sceneggiata, ambientazioni teatrali alla Eduardo ma senza la sua profonda ironia e pure la simil-Magnani che cade a terra. L’anima del romanzo, insomma, è rimasta tra le pagine. Le prime due puntate hanno avuto l’anteprima alla Mostra di Venezia …

 

Ammesso che sia corretto giudicare un’opera cinematografica quando se ne è potuto vedere solo una parte – cosa di cui non sono proprio del tutto convinta – ecco la prima impressione: non è con tocco geniale che si è lavorato su L’amica geniale, mega serie tv tratta dalla fortunatissima quadrilogia letteraria – sfornata da e/o al ritmo di un romanzo l’anno (dal 2011 al 14) – della per certo geniale Elena Ferrante.

Se non altro per il riuscito cocktail di scrittura & mistero: quello sulla sua identità, visto che, come è noto, ha preferito mantenere con testarda convinzione il suo anonimato e dunque anche le distanze dalla famelica stampa.

La serie, prodotta da Fandango-Wildside, in collaborazione con RaiFiction, TimVision e HBO, con Paolo Sorrentino produttore esecutivo e diretta da Saverio Costanzo che ha scritto la sceneggiatura insieme alla Ferrante, Francesco Piccolo e Laura Paolucci si comincerà a vedere a novembre, mentre a Venezia fuori concorso in anteprima alla Mostra abbiamo visto solo l’incipit, i primi 120 minuti tratti dal primo romanzo che ha come titolo, appunto, L’amica geniale.

In un quartiere ghetto di casermoni popolari di una Napoli degli anni ’50, racconta il nascere di un’amicizia, fatta di fascinazione e competizione, tra due bambine: una scugnizza ribelle di potente intelligenza, e una coetanea altrettanto intelligente, ma più prudente e meno autodistruttiva. Un’amicizia che, tra alterne vicende, durerà tutta la vita.

Lila, l’amica geniale, è interpretata bambina da Ludovica Nasti e poi nell’adolescenza da Gaia Gerace, mentre Elena-Lenù da Elisa Del Genio e poi da Margherita Mazzucco. A loro modo due ribelli: una spericolata e trainante, l’altra introversa e cauta ma pronta al rischio se portata per mano dalla nuova amica. “Quello che fai tu lo faccio pure io”.

La storia è bella ed è bella la scrittura. E il film segue alla lettera lo svolgimento dei fatti.
Cosa mi sembra non funzioni?
Il film comincia con lo squillo di un cellulare. Rino, il figlio dell’amica geniale, chiama di notte Lenù, che è ormai una donna sessantenne, affermata, in una bella casa zeppa di libri e librerie. Dice che è disperato perché sua madre è scomparsa portando via ogni traccia di sé.

Elena gli risponde con durezza dicendo di non cercarla. Di emanciparsi dal rapporto, di crescere. Chiude la comunicazione e con dolore e rabbia apre il computer e comincia a scrivere la lunga storia della loro amicizia. Lo farà il film oltre che con le immagini, con la sua voce fuori campo che non è più quella di una donna sessantenne, ma di una donna più giovane, per l’esattezza di Alba Rohrwacher, che è poi la moglie del regista Costanzo. Oltre alla scelta della voce forse era proprio il “fuori campo” non necessario. Il tocco di un amico geniale avrebbe potuto evitarlo?

Il set del quartiere ghetto brulicante di gente ignorante e violenta sembra rubato a certe scene teatrali di Eduardo, senza la sua profonda ironia. A parte le bambine, bravissime, molte macchiette da sceneggiata.
La donna che insegue urlando disperata la camionetta che sta portando via il suo emaciato marito credo abbia fatto sperare molti in sala che la simil-Magnani non cadesse a terra. E invece ahinoi: c’è finita.

Insomma, diceva bene la scrittrice Lidia Ravera al Premio Bookciack, Azione! di quest’anno: un libro al cinema si può tradire. Quello che conta è rubargli l’anima.
Qui non l’hanno tradito, ma l’anima è rimasta lì.
E in questo primo tempo, tra libro e film, vince uno a zero il romanzo.


Marina Pertile

giornalista


© BOOKCIAK MAGAZINE / Tutti i diritti riservati

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 17/2015 del 2/2/2015
Editore Associazione culturale Calipso
C.F.: 97600150581