Con Diane Keaton nel parco, sulla tomba di Marx

In sala dal 14 settembre (per Bim) “Appuntamento al parco” di Joel Hopkins con una strepitosa Diane Keaton e un Brendan Gleeson in perfetta alchimia con lei. Una commedia agrodolce e romantica che, senza troppa originalità, riprende i temi della “finanza cattiva” e del buon selvaggio. Nel parco – dove è sepolto Marx oltre che il marito di lei – l’incontro tra una vedova sul lastrico e un uomo in lotta con gli speculatori che vogliono strappargli la sua vecchia casa. Tanto già visto, ma Diane Keaton  infonde al suo personaggio una veridicità che sfiora le corde profonde dell’anima…

Cosa può piacere in un film scontato dall’inizio alla fine, pieno di cliché e di situazioni convenzionali, politicamente ed ecologicamente corretto fino alla nausea, e che per di più strizza l’occhio – com’è ormai più di una moda – al pubblico anziano? La risposta è facile: Diane Keaton.

Il film di Joel Hopkins, Appuntamento al parco, in uscita nelle sale il 14 settembre (per Bim), riprende il tema della lotta tra buon selvaggio e finanza cattiva, narrando con sapienza e senso del cinema una storia vista e rivista migliaia di volte. Donald Horner (un Brendan Gleeson in perfetta alchimia con Diane Keaton) vive da 17 anni in una capanna all’interno del parco di Hampstead Heath, a nord-ovest di Londra, un’oasi di tranquillità vicino al cuore della metropoli.

La sua casa però è presa di mira da speculatori che stanno cercando di sfrattarlo con tutti i mezzi, più o meno legali. Una sera, dalla finestra del suo attico sul limitare del parco, Emily Walters (Diane Keaton) avvista con il binocolo lo strano personaggio che vive nella capanna, e il giorno dopo decide di avventurarsi nel parco per scoprire di chi si tratti.

L’incontro tra i due, come sempre in questi casi, è un’occasione per mettere a fuoco i personaggi. Emily è una vedova in crisi esistenziale ed economica, dato che il marito le ha lasciato una montagna di debiti e il ricordo bruciante del tradimento. Memorabile la scena in cui Emily scaglia con rabbia una scarpa sulla tomba del marito – nel cimitero all’interno del parco, dove tra l’altro riposa Karl Marx – il giorno del primo anniversario del suo decesso.

Inizialmente Donald è sospettoso nei confronti di Emily e con educazione respinge le sue attenzioni. Ma, dietro i modi burberi, si intuisce una natura gentile e seducente. L’incontro spinge Emily a impegnarsi in una battaglia legale per salvare la capanna e lo stile di vita di Donald, rinunciando alle false amicizie e alle scorie del suo passato. Ovviamente c’è anche l’amore che non tarda a sbocciare tra i due e che farà veleggiare la storia verso l’happy end immancabile e quanto mai prevedibile.

Sul lago dorato, Notting Hill, Non ti muovere, ma anche Quello che so di lei che ha molti punti in comune con questo film: ci si può sbizzarrire nella ricerca di somiglianze con le storie che il cinema ripropone quando sa di andare sul sicuro ed è a corto di ispirazione.

In questo caso, però, tutto funziona a meraviglia grazie alle regia spigliata, a qualche invenzione della sceneggiatura, e anche ai personaggi di contorno che entrano nella storia con i tempi giusti e le battute a orologeria. Menzione speciale al commercialista Steve Crowley (Alistar Petrie), che si illude di comprare il cuore di Emily con le sue prestazioni professionali, capace di dare al personaggio un tocco di impacciata e impagabile comicità. Ma soprattutto il film funziona grazie a una Diane Keaton in stato di grazia, che invecchia meravigliosamente restando sempre uguale a se stessa, non usa trucchi per sembrare più giovane e dà al suo personaggio una veridicità che sfiora le corde profonde dell’anima.

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Carlo Gnetti

giornalista e scrittore

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