Everest, questo libro è un altro film

Mentre Venezia 72 aprirà con l’atteso film di Baltasar Kormàkur, ispirato al libro “Aria sottile” di Jon Krakauer, vi proponiamo un altro appassionante romanzo del grande scrittore di fantascienza, Dan Simmons, dedicato al “Tetto del mondo”. Suspense, lotta per la sopravvivenza e anche un manipolo di scalatori nazisti….

nepal_alpinismo_fotoDel Festival del cinema di Venezia si comincia a parlare sempre con un certo anticipo. Così già da un po’ di giorni ho sentito che sarà aperto con la proiezione di Everest di Baltasar Kormàkur, fuori concorso.
Questo genere di pellicole mi affascina particolarmente, il piccolo uomo che sfida la grande madre natura con tutte le sue risorse fisiche e intellettuali. Mi piace anche molto, quando è il caso, leggere prima della visione il libro dal quale molti di questi film sono tratti. Infatti, l’opera letteraria spesso narra più dettagli e particolari, che il film non può contenere, per ovvie ragioni di differente linguaggio, e la lettura  a volte permette di comprendere più a fondo gli eventi e di gustare a pieno la proiezione.
Per questo, quando scorrendo la libreria virtuale del mio i pad mi sono imbattuto nel libro Everest, alba di sangue di Dan Simmons non ho esitato a comprarlo.

51j3J9MOVfL._SX350_BO1,204,203,200_Mi sono immerso subito nella lettura, ma già dopo le prime pagine ho avuto dei dubbi sulla relazione fra il libro che leggevo e il film che mi riprometto di vedere alla prima uscita. Il romanzo si svolge fra le due guerre mondiali, nel 1924, mentre le poche immagini  che avevo visto del film lo collocano chiaramente ai nostri giorni.
Una rapida indagine su internet chiarisce che l’opera di Kormàkur narra le traversie di una spedizione sull’Everest che nel 1996 si trovò ad affrontare condizioni meteorologiche estreme. Il film è tratto dal libro Aria sottile di Jon Krakauer, una delle guide che parteciparono alla drammatica ascensione.
Dunque il libro che stavo leggendo non aveva niente a che fare con il film, ma oramai ero preso dalla lettura e non l’ho certo abbandonata. L’autore del romanzo, Dan Simmons, è uno scrittore noto per alcuni capolavori di fantascienza che gli hanno portato molti premi ma soprattutto il paragone con il grande maestro Asimov.

Inizialmente è un’avventura di rocciatori coraggiosi, il capo è un eroe inglese della grande guerra, che, nello svolgersi dell’azione, pur se isolati sulla montagna più alta del mondo, si vengono a trovare sempre più immersi negli eventi storici di quegli anni di dopoguerra, che già preparavano un secondo conflitto ancora più totale e devastante.
La prima parte del libro è tutta sulla meticolosa preparazione della spedizione, con un’accurata descrizione degli equipaggiamenti, delle attrezzature dell’epoca e delle tecniche di arrampicata, che proprio in quegli anni subivano continui aggiornamenti. Dai picchi più alti delle Alpi e delle montagne del Galles, dove i tre conducono la loro preparazione, l’azione si sposta in India, dove un quarto componete si aggiungerà a sorpresa alla spedizione, e finalmente sull’Himalaya.

Qui i quattro scalatori, aiutati da decine di sherpa, iniziano la salita sistemando il campo base e gli altri a quote crescenti con le prime difficoltà per l’altitudine e l’imprevedibilità del tempo. E L’Everest o Chomolungma (madre dell’universo) come lo chiamano i tibetani, richiede il suo primo sacrificio: uno sherpa, il più allegro e sorridente, muore partecipando al gioco degli occidentali, che in un momento di relax, si lasciano scivolare per un pendio gelato. La morte dello sherpa da la possibilità all’autore di descriverci un rito funebre buddista, tutt’oggi praticato in quella regione.
Il corpo, portato al vicino monastero, riceverà il funerale celeste: i monaci, dopo le benedizioni di rito, consegnano il cadavere ai parenti  che, guidati dal vecchio nonno e sotto gli sguardi attoniti dei due amici scalatori, con seghe e martelli lo riducono in piccoli bocconi che offrono agli avvoltoi.
Il resto è un crescendo di suspense per le difficoltà dell’impresa alpinistica, che si trasforma in una lotta per la sopravvivenza e non solo contro gli elementi, ma anche contro un nemico nascosto e addirittura più pericoloso: un manipolo di scalatori nazisti che danno la caccia ai quattro fin sulla vetta del mondo. In gioco c’è qualcosa che potrà influire sulla futura seconda guerra mondiale.
Non manca la storia d’amore, mai narrata nello svolgersi dei fatti, lasciata forse al l’intuizione della lettore e svelata solo nel finale.
Insomma un bel libro da cui trarre, perché no, un bel film.

Gabriele Trama

Former eletric industry manager, green energy, sailing

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Una risposta

  1. antonella labate ha detto:

    ho trovato la recensione molto interessante e esauriente nonchè appassionante tanto da invogliarmi a leggere il libro e spero vedere un eventuale film

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