Festa di Roma 2018. Una libreria per tutti i gusti

Da James Baldwin (“Se la strada potesse parlare”) a Stefano Benni, da un classico della letteratura per ragazzi come “Remi” ad un romanzo culto come “La diseducazione di Cameron Post“. La Festa di Roma edizione numero 13 – dal 18 al 28 ottobre – si preannuncia ricca di film tutti da leggere …

Trentotto film e documentari nella selezione ufficiale, quattro in quella chiamata “tutti ne parlano”. Sei eventi speciali, 14 incontri ravvicinati, sette preaperture, 13 omaggi e restauri, due retrospettive, 12 riflessi, sette “i film della nostra vita”, altri 28 eventi della Festa. Infine 31 i paesi partecipanti, da (in ordine alfabetico) Albania fino a Ungheria.

Presentare la festa del cinema di Roma, in programma dal prossimo 18 ottobre fino al 28, è come presentare la basilica di S. Pietro raccontando ai turisti di passaggio, quante sono le colonne di Bernini, o il numero degli altari, quanti quintali pesa la Pietà, magari il numero di gradini da scalare per arrivare in cima alla cupola di Michelangelo. Però i numeri aiutano a capire la “quantità” della kermesse capitolina nata ormai 13 anni fa per volontà della coppia Veltroni-Bettini.

 

Quanto alla “qualità”, invece, ne fa cenno Laura Delli Colli, vicepresidente della Fondazione Cinema per Roma, da pochi mesi subentrata a Piera Detassis che definisce questa edizione, “elegante, raffinata e insieme pop e, soprattutto, ricca di qualità”, aggiungendo che fin dall’icona scelta per il manifesto, il mitico ispettore Clouseau di Peter Sellers, “questa edizione promette, forse anche più degli altri anni, una maratona di assoluto divertimento”.

Volendo paragonare la Festa ad un esercizio commerciale, si potrebbe pensare a un immenso supermercato dove trovare prodotti di tutti i generi, tra i quali a fare da filo conduttore, sottolinea il direttore artistico Antonio Monda, sono tre parole: donna, (12 registi donna in cartellone); memoria (le leggi razziali, 1938: Quando scoprimmo di non essere più italiani di Pietro Suber e la razzia del Ghetto di Roma raccontato da Roma, 16 ottobre 1943 di Ruggero Gabbai); documentario. Alle quali aggiungiamo una quarta, a noi molto cara: letteratura. Quest’anno, infatti, sono davvero tanti i film di derivazione letteraria, a dimostrazione di una tendenza ormai consolidata.

Come già annunciato ad aprire la sezione “Tutti ne parlano”, sarà The Miseducation of Cameron Post, il film di Desiree Akhavan tratto dal romanzo di culto di Emily M. Danforth (in uscita in libreria per Rizzoli il 23 ottobre) che denuncia la violenza bigotta dell’America profonda nei confronti di una ragazzina lesbica. Storia simile e di vita vissuta, ma in versione gay la ritroviamo in Boy Erased di Joel Edgerton dall’omonimo libro di Garrard Conley (Boy Erased. Vite cancellate). Ancora discriminazione e stavolta quella razziale racconta Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins, dal celebre romanzo dell’attivista e scrittore nero James Baldwin che racconta di una coppia di innamorati di Harlem messi di fronte alla galera e ad una falsa accusa di stupro per lui. E ancora di violenza sui neri si parla in The Hate U Give dell’americano George Tillman jr che, ispirandosi all’omonimo romanzo di Angie Thomas, diventato un caso editoriale, racconta dell’ennesimo poliziotto bianco che spara ad un ragazzo di colore. Stavolta, però, quel ragazzo è l’amico d’infanzia della protagonista e lei è l’unica testimone dell’omicidio.

 

Il dramma della tossicodipendenza, poi, è al centro di Beautiful Boy di Felix Van Groeningen, in cui la storia di una famiglia che accompagna il proprio figlio nella lotta contro la droga, prende spunto da due libri: Beautiful Boy di David Sheff (pubblicato in Italia da Sperling & Kupfer (2009) e Tweak: Growing Up on Methamphetamine di suo figlio Nic Sheff.

La storia vera del K-141 Kursk, un sottomarino russo a propulsione nucleare che affondò nel Mare di Barents nell’agosto del 2000, è raccontata da Thomas Vinterberg in Kursk, dal libro A Time to Die di Robert Moore. Mentre è un articolo di giornale (quello di Marie Brenner su Vanity Fair) ad aver ispirato A Private War, film di Matthew Heineman dedicato alla celebre reporter di guerra Marie Colvin, del settimanale britannico The Sunday Times, uccisa in Siria. Di spionaggio ad alto livello, invece, racconta The Little Drummer Girl, debutto nel mondo delle serie tv per il coreano Park Chan-wook, adattamento in sei puntate dell’omonimo giallo di un maestro del genere come John Le Carré.

Sul fronte cine-letterario italiano figurano, Diario di Tonnara di Giovanni Zoppeddu (in selezione ufficiale insieme a Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis, i due italiani del concorso), liberamente tratto dall’omonimo libro di Ninni Ravazza, dedicato essenzialmente ai pescatori di Sicilia; l’omaggio di Sivio Soldini al poeta e drammaturgo romagnolo Raffaello Baldini (Treno di parole – Viaggio nella poesia di Raffaello Baldini) e La storia quasi vera di Stefano Benni di Enza Negroni, dedicato ai luoghi dell’anima e agli amici dello scrittore e umorista bolognese.

Per i più piccoli c’è il Remi di Antoine Blossier, adattamento del grande classico per ragazzi di Hector Malot con Daniel Auteuil e Jacques Perrin, (Evento Speciale di Alice nella Città). Ancora da un classico della letteratura per l’infanzia, Il mistero della casa del tempo di John Bellairs è l’omonimo adattamento di Eli Roth con una magica Cate Blanchett che ci trasporta in un mondo di misteri, streghe e stregoni. Mentre Gianfranco Cabiddu e Mario Tronco attingono ad un’opera senza tempo come Il flauto magico di Mozart per “contaminarlo” insieme alla multietnica Orchestra di Piazza Vittorio. E il polacco Krzysztof Zanussi torna al Faust con Ether per un’ennesima riflessione sulla natura umana nel bel mezzo delle tricee della Grande guerra.

Infine il particolarissimo, Soledad, di Agustina Macrì, figlia dell’attuale presidente argentino che ha scelto di raccontare la storia dell’anarchica argentina Soledad Rosas, morta suicida in Italia nel’98. Storia già narrata nel libro di Martina Caparros, Amore e anarchia, portato in Italia da Einaudi.

Da segnalare, nel mare magnum della Festa, Il vecchio e la pistola, ultimo film di Robert Redfort, il nuovo Michael Moore che presenterà il suo Farenheit 11/9 caustica pellicola dedicata alla distruzione dell’immagine di Trump. E, soprattutto, Le Vietnam sera libre di Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli che racconta la sporca guerra attraverso i negativi ritrovati di quel viaggio di cinquant’anni fa – Cecilia e Lino Del Fra rimasero per tre mesi nel Vietnam del Nord – che sarebbe dovuto diventare un film, ma svanì sotto le bombe americane.

Ad aprire la Festa Sette sconosciuti a El Royale di Drew Goddard e a chiuderla Notti magiche di Paolo Virzì. Come sempre la kermesse coinvolgerà numerose location sparse nella capitale compreso, ci piace sottolinearlo, il carcere di Rebibbia.

Lorenzo Scheggi Merlini

Giornalista

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