Frankenstein, King Kong & Co. L’horror da antologia del dr. Carelli

È “Le calde notti del diabolico dr. Carelli”, fortunato esordio nel romanzo di Marcello Garofalo, sceneggiatore, regista e, soprattutto esperto doc di cinema di genere. Tra fumetto, horror e buone dosi d’ironia, la vita da scheletro per le vie di New York di un ex bravo ragazzo di famiglia borghese, ucciso al Greenwich Village. Enciclopedico, eclettico, un allegro caleidoscopio urbano che mette insieme la dinoccolata Danza degli scheletri di Walt Disney con la migliore produzione horror della Hammer Film…

“Ma gli scheletri viventi che odore hanno, possono uscire anche alla luce del sole o questo è solo un problema che riguarda i vampiri? E come si fa a uccidere uno scheletro?”

Dire che Le calde notti del diabolico dr. Carelli sia un libro da film, è forse dire poco. È già un film, ma è anche già un videogame. Ed anche già uno sfoggio, ed un ripasso di cinema, per chi di cinema si nutre.

Ma adesso il libro è soprattutto una piacevolissima, inconsueta lettura, che possiamo affrontare giusto nel momento in cui (proficui corto circuiti) il fantastico s’affaccia con decisione proprio nel nostro italico cinema, erede dei Freda, dei Bava, e di tutto il poco noto territorio del fantastico “nostrano”.

Autore è Marcello Garofalo, apprezzata firma della celebrata rubrica “Bizzarro! Movies” pubblicata dal mensile Ciak fin dal 1997, critico, romanziere, regista (Tre donne morali 2006). Anche sceneggiatore con Antonietta De Lillo per l’altrettanto fantastico Il signor Rotpeter, apparso a Venezia.

La storia si svolge appropriatamente a New York, la città dove può succedere di tutto. Protagonista, contro ogni logica temporale, è Philip Louis Carelli, ragazzo educato e borghese, morto a soli 19 anni, ucciso da uno sconosciuto al Greenwich Village davanti ad un noleggio di dvd. Un “bravo ragazzo” con La terra dei morti viventi di George Romero tra i film preferiti, come racconta ad un giornale il titolare del negozio.

Quando alla zia di Phillip Eleanor, biologa e ricercatrice di fama internazionale, viene data la notizia della sua morte, sopraffacendo il dolore lei esige subito che il corpo venga spedito al suo laboratorio nel più profondo della foresta amazzonica.
Per amore del nipote, Eleanor, novella dottor Frankenstein, riprenderà così una ricerca che aveva giurato di abbandonare. Poi tenterà la sorte di una procedura mai provata. Il “protocollo” ha successo, il nipote risuscita ma… quello non è più il ragazzo che ha allevato quanto solo una… carcassa. Lo ha fatto rivivere, ma trasformato in uno scheletro vivente.

Phillip è allucinato per la sua nuova, alleggeritissima forma, poi comunque supera lo shock e ben presto inizia perfino a sentirsi a proprio agio. “Adesso io non sono solo Phillip Carelli, adesso io sono il diabolico dottor Carelli!”, commenta da appassionato conoscitore dei b-movies e dei loro misteri, intravedendo le nuove incredibili possibilità che la cosa gli offre.

Con la testa piena di film, amorale, animale, privo d’ogni riflessione, Phillip cerca comunque di sfuggire al luogo comune del mostro ottuso e assetato di sangue che ha visto mille volte al cinema. Vuole essere davvero “unico”, qualcosa di diverso. Odia i luoghi comuni. Cerca modi per mettersi alla prova e così dimostrarlo.

Ignorando le obiezioni della zia, da fresco “immortale” lo “scheletro” ritorna così a New York per tornare sulle tracce del suo indimenticato primo amore, Joan-Mary Frazier. Solo che lo fa sette anni dopo la propria morte.
“ – Phillip! – lei gridò. – In carne e ossa – rispose lui con voce squillante. – Ooops, direi che questo detto probabilmente non funziona più tanto bene per me!”.

Incappa dunque in lei e nel suo attuale amante, un professore, l’agée e sovrappeso Tony Seppilli con cui Joan intrattiene del sesso bizzarro. Con una maschera sul teschio, li incastra a seguire il suo piano: organizzare una serie di spedizioni, mettendo fuori gioco i criminali che la polizia non riesce a fermare.

“La maschera mi dà la forza di credere che non debba vivere sempre confinato all’interno di un film horror a basso costo. Forse la mia storia potrebbe essere più vicina a quella della Bella e la Bestia e meno simile a quella della Bestia di sangue. Sì, anche perché io stesso credo che i tempi siano maturi perché mi trasformi in un mostro più moderno, sarcastico, con un suo codice morale ben delineato, pronto anche a ridicolizzare e a punire con i metodi più sfiziosi tutti gli stronzi del mondo…”.

Ma non c’è pace nemmeno per gli scheletri. Nemmeno per quelli con le migliori intenzioni. Ben presto le cose si complicano fino a divenire, per forza di racconto, pericolose.
Succede quando Alida Sibley, ex partner di ricerca di Eleanor Carelli, viene a sapere della rinnovata esistenza di Phillip e mette allora in atto un piano per distruggerlo proprio come vendetta nei confronti di Eleanor. Alida sceglie così tra pazienti della sua clinica “alternativa”, specializzata in cure ipnotiche per devastanti disturbi psichiatrici, tre “creature”, di cui ha accentuato anziché guarito i comportamenti anomali: tre uomini convinti di essere dei mostri. Si credono un vampiro, una mummia, un lupo mannaro. Alida glieli scaglia contro.

La resa dei conti avviene sulla terrazza dell’Empire State Building, che è come dire a casa di King Kong.

Enciclopedico, eclettico, dal linguaggio asciutto e fumettistico, e quindi dentro la tradizione anglosassone più che in quella europea, Garofalo fa “vedere” e non altro. Non si perde in gongorismi arditi e profluvi vari. È essenziale. Diretto. Descrive istinti con personaggi disegnati in due dimensioni. E, nel cammino tra un genere e l’altro che attraversa con goduria e maestria, anche con più di una punta di humor.

Spuntano citazioni evidenti e a sorpresa, calchi o solo atmosfere, che però hanno ormai assunto il peso dei marchi di fabbrica. Oltre a Frankenstein, oltre a King Kong, Taxi Driver, Tarantino, Russ Meyer, Lon Chaney, Nosferatu, un pizzico di Ghostbuster ed un altro di V per Vendetta e tante, tante altre.

Un allegro caleidoscopio urbano che mette insieme la dinoccolata Danza degli scheletri di Walt Disney, con la migliore produzione horror della Hammer Film.
Edito in Usa dalla Dark Gem Press di Nashville, il libro è ora disponibile in Italia, anche in e-book.

Enzo Lavagnini

Regista, sceneggiatore, produttore e critico cinematografico. Suoi i documentari: "Un uomo fioriva" su Pasolini e "Film/Intervista a Paolo Volponi". Ha collaborato con Istituto Luce, Rai Cultura e Premio Libero Bizzarri. Tra i suoi libri, "Il giovane Fellini" , "La prima Roma di Pasolini". Attualmente dirige l'Archivio Pasolini di Ciampino

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