Gli 80 di Pupi Avati, tra Dante, nuovi film letterari e il Torino Filmfest

Pupi Avati compie 80 anni e rilancia con una serie di nuovi titoli in gran parte ispirati alla letteratura. “Il signor Diavolo” che sarà in sala a marzo prossimo, dal suo omonimo romanzo (Guanda). E ancora uno su Dante, un altro dal romanzo di Giuseppe Sgarbi e poi una serie tv horror sull’alluvione del Polesine. A giorni sarà al Torino Filmfest come Guest Director …

il set de “Il signor Diavolo”

Ottant’anni appena compiuti (lo scorso 3 novembre), la direzione da “guest director” del Torino Fimfest (dal 23 novembre al primo dicembre), un film in uscita a marzo e ancora altri progetti in gran parte ispirati dalla letteratura. È un compleanno alla grande quello festeggiato da Pupi Avati in questi giorni.

Ma andiamo con ordine. Partiamo intanto dal nuovo film in lavorazione, Il signor Diavolo, ispirato al suo omonimo romanzo, uscito lo scorso marzo per Guanda. Una storia intensamente nera, il ritratto di una provincia non addomesticata, mai del tutto compresa, un profondo Nord-est intriso di religione quanto di superstizione e in cui i confini tra vita e mistero si spostano come l’orizzonte nelle paludi… Un mondo dove tutto sembra possibile. Anche il Diavolo. Un po’ un ritorno al gotico degli esordi (La casa delle finestre che ridono, 1976), poiché “alla mia età avevo voglia di tornare al cinema con cui ho cominciato a misurarmi da bambino – ha spiegato Avati all’Ansa – , a quelle cose che mi spaventavano quando credevo ci fosse il male assoluto, in quell’atmosfera pre-conciliare dell’Italia anni Cinquanta dove i bambini erano immersi tra paura e sacralità”.

La storia è presto detta: il pubblico ministero Furio Momentè sta raggiungendo Venezia da Roma, inviato dal tribunale per un processo delicato. Un ragazzino di quattordici anni ha ucciso un coetaneo, e la Curia romana vuole vederci chiaro, perché nel drammatico caso è implicato un convento di suore e si mormora di visioni demoniache. All’origine di tutto c’è la morte, due anni prima, di Paolino Osti. Malattia, hanno detto i medici, ma secondo Carlo, il suo migliore amico, Paolino è morto per una maledizione: Emilio lo ha fatto inciampare mentre, in chiesa, portava l’ostia consacrata per la comunione. Sacrilegio… E Paolino sul letto di morte avrebbe mormorato: “Io voglio tornare”. “Far tornare” l’amico per Carlo è diventata un’ossessione che ha messo in moto oscuri rituali e misteriosi eventi. Fino alla morte di Emilio, ucciso da Carlo con la fionda di Paolino. Almeno così pare…

Il signor Diavolo che uscirà nei cinema a marzo, è scritto dallo stesso regista insieme al fratello Antonio e al figlio Tommaso (RPT Tommaso) e prodotto da DueA (RPT DueA) e Rai Cinema. Girato principalmente a Rovigo, ha nel cast, tra gli altri, Gianni Cavina, Alessandro Haber, Lino Capolicchio e Massimo Bonetti.

Ancora letteratura, poi, sarà alla base degli altri progetti che il regista bolognese ha in agenda. Ossia un nuovo film su Dante che sarà ispirato a sua volta alla biografia del “sommo poeta” scritta da Boccaccio, quel Trattatello in laude di Dante che costituisce uno dei primi esempi di biografia moderna. Il film sarà girato nel 2021 e ha già il patrocinio del governo e dell’Accademia della Crusca. Una storia d’amore oltre la morte racconterà ancora un altro film, Lei mi parla ancora, ispirato all’omonimo romanzo di Giuseppe Sgarbi, padre del critico d’arte, che racconta l’immenso dolore di quest’uomo alla morte dell’amata moglie con la quale ha condiviso oltre sessant’anni. Nei panni del protagonista il regista vorrebbe avere Johnny Dorelli.

A chiudere il ricco carnet di progetti è poi una serie tv per Sky, Floating Coffins, ancora un racconto gotico ma ispirato ad un drammatico fatto di cronaca come l’alluvione del Polesine del ’51. Quando la piena del Po allagò interi paesi e persino i cimiteri ne subirono i danni con le bare che riemersero dalla terra. In un paesino le bare di due fratelli andarono disperse per sempre alimentando leggende, anche perché da quel momento – racconta sempre Avati – cominciò una serie di delitti misteriosi.

Nei prossimi giorni, infine, Pupi Avati sarà Guest Director del 36° Torino Film Festival (dal 23 novembre al 1° dicembre 2018). E presenterà i presenterà la sezione,”Unforgettables“, cinque titoli che mescolano musica e cinema, due sue grandi passioni. Ossia, The Glenn Miller Story | La storia di Glenn Miller di Anthony Mann, The Benny Goodman Story | Il re del jazz di Valentine Davies, Bird di Clint Eastwood, Thirty Two Short Films About Glenn Gould | Trentadue piccoli film su Glenn Gould di François Girard, Bix di Pupi Avati. Quest’ultimo è stato selezionato da Emanuela Martini, direttore artistico del Torino Film Festival.

 

Gino Santini

Apprendista

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

UA-61906727-1