Gong Li, la spia che viene da Oriente. E la Cina torna in concorso

Passato in concorso, “Saturday fiction” del cinese Lou Ye, ispirato al notevole romanzo di Ying Hong, La donna vestita di rugiada, pubblicato in Italia nel 2008 da Garzanti. Con Gong Li nei panni di una spia al servizio degli americani, il film ci porta nella Shanghai del ’41 sotto la feroce occupazione giapponese…

Nel 1941, mentre imperversa la guerra e le città vengono distrutte, a Shanghai, chiamata l’isola solitaria, il tempo sembra essersi fermato: le donne si vestono con eleganti abiti da sera e c’è tempo per il teatro e il ballo, la guerra sembra essere lontana anni luce.

Dopo tre anni di lontananza dalla sua città Yu Qin è tornata per calcare di nuovo le luci della ribalta ed interpretare uno spettacolo teatrale diretto dal suo ex amante. Lei non è solo la stella più splendida del firmamento teatrale d’Oriente. Nel suo passato si nasconde un segreto, che risale a molti anni fa, quando Yu Qin era solo una bambina rimasta tragicamente orfana.

Il suo padre adottivo, Fred Hubert, un libraio francoamericano, l’ha allevata con un preciso scopo: lavorare, come lui, per i servizi segreti americani. Grazie ai suoi insegnamenti Yu Qin è diventata una spia pericolosa e letale.

Adesso che ha terminato l’addestramento a Hong Kong è arrivato il suo momento, la missione più importante: scoprire i piani di attacco giapponesi. Il destino del conflitto mondiale è nelle sue mani, e per portarlo a termine deve usare tutta l’astuzia e le armi di seduzione di cui è capace.

Ma il compito si rivela più difficile del previsto, perché il cuore di Yu Qin batte ancora per l’ uomo che ha amato e per la sua patria: lei è disposta a tutto, anche a sacrificare sé stessa, pur di salvarli.

Amore e odio, vita e morte, mistero e desiderio, finzione teatrale e realtà, in un bianco e nero quasi sofisticato che omaggia il miglior cinema di genere: Saturday fiction, film in concorso diretto da Lou Ye, è tutto questo. Con un’interprete meravigliosa, quella Gong Li già Coppa Volpi nel 1992 per il film, La storia di Qiu Ju di Zhang Yimou a sua volta premiato con il Leone d’oro.

Il film è liberamente tratto da un romanzo notevole di Ying Hong, La donna vestita di rugiada, pubblicato in Italia nel 2008 da Garzanti. Nel film rispetto al libro purtroppo risulta troppo sfumata la costruzione del personaggio di Yu Qin, che è invece una delle figure femminili più riuscite della letteratura orientale degli ultimi vent’anni.

Si paga lo scotto di voler per così dire subordinare la profondità il fascino la complessità del personaggio alla narrazione degli eventi molto intricati, che vogliono raccontare uno dei momenti cruciali della seconda guerra mondiale vista sul versante orientale.

Saturday fiction rimane comunque un film riuscito, che assolutamente non stona nel Concorso di quest’anno, che a questo punto si può dire non sarà travolto dal ciclone di un nuovo Roma, ma verrà ricordato come un insieme di film quasi tutti di qualità superiore alla media a cui il cinema contemporaneo ci ha abituati. Io, per non sbagliare, comunque adesso mi vado a vedere il restauro di La commare secca.