Il killer venuto dal freddo. Un nuovo caso (al cinema) per il detective Hole

In sala dal 12 ottobre (per Universal Pictures) “L’uomo di neve”, un nuovo “caso cinematografico” per il detective Harry Hole nato dalla fortunata penna del giallista scandinavo Jo Nesbø. Con Michael Fassbender nei panni del protagnista, Charlotte Gainsburg nel ruolo di ex moglie e Rebecca Ferguson in quello di co-detective. Martin Scorsese produttore esecutivo…

L’uomo di neve, film tratto da uno dei romanzi della serie di Harry Hole scritta dal norvegese Jo Nesbø, è un thriller che piacerà ai cultori del noir scandinavo che continua a veleggiare sulla cresta dell’onda.

Il detective Harry Hole, schiacciato da qualche colpa che rischia di farlo precipitare nell’autodistruzione – un ruolo, in questo caso affidato a Michael Fassbender, ormai quasi d’obbligo nel cinema di genere –, trova l’occasione per riscattarsi seguendo le tracce di un killer seriale, che predilige le donne in odore di aborto e i figli con incerta paternità, usa decapitare le vittime, lo fa quando nevica per cancellare le tracce e lascia un pupazzo di neve per segnalare il suo passaggio sulla scena del crimine.

Lo svolgimento della trama segue poi i binari convenzionali, con tutti i personaggi di contorno ben delineati ma prevedibili, comprese Charlotte Gainsburg nel ruolo di ex moglie e Rebecca Ferguson in quello di co-detective (l’ambigua figura affidata a J. K. Simmons si perde però lungo la strada), mentre un inedito e quasi irriconoscibile Val Kilmer si adatta a fare poco più di un cammeo. Da segnalare la suggestiva e davvero notevole scena finale, in stile western sul ghiaccio.

Il resto del film è ambientato invece in una Oslo resa livida e grigia da una fotografia davvero agghiacciante – è il caso di dirlo –, con una breve escursione in una Bergen un po’ più colorata e rassicurante.

L’uomo di neve, pubblicato per la prima volta nel 2007, è il settimo di una serie di libri iniziata dieci anni prima con Il pipistrello, arrivata ora all’undicesimo capitolo. Non è il primo film tratto da un romanzo di Nesbø. Il cacciatore di teste, pubblicato in patria nel 2008, è diventato nel 2011 un thriller diretto da Morten Tydlum.

Sono poi in arrivo gli adattamenti del romanzo del 2014 Il confessore, per la regia di Denis Villeneuve (che ha appena firmato il seguito di Blade Runner), di Sangue e neve, primo dei tre libri che compongono la serie di Olav Johansen, e di Sole di Mezzanotte, il secondo della serie prodotto da Cattleya e affidato alla regia del nostro Francesco Carrozzini.

Un po’ di Italia è presente anche ne L’uomo di neve, la cui colonna sonora è stata affidata al nostro Marco Beltrami.
A confermare le ambizioni produttive di questo film, distribuito dalla Universal Pictures (nelle sale dal 12 ottobre), c’è il nome di Martin Scorsese, in un primo momento candidato alla regia ma poi costretto a passare la mano a Tomas Alfredson (il regista svedese di Lasciami entrare e La talpa), rimanendo legato al progetto come produttore esecutivo.

Carlo Gnetti

giornalista e scrittore

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