Le nuove vite di S. Maria della Pietà

All’ex manicomio di Roma il documentario di Marco Bonfante (“Ritratti di vite”) dedicato al lavoro dell’artista Carol Pilars de Pilar che ha documentato nei suoi disegni i nuovi visitatori di quello che oggi è un “parco della salute e del benessere”. Fino al 17 dicembre si potranno vedere il doc, la mostra della pittrice tedesca e lo stesso “Museo della mente” allestito da Studio Azzurro…

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“Un periodo di grande arricchimento, di rapporti umani, dal suonatore di fisarmonica agli operatori che fanno riabilitazione dopo il coma, dalla ragazza che ogni giorno fa jogging nel parco ai graffitari che realizzano splendidi murales nei padiglioni. L’ex manicomio è diventato davvero un luogo di ‘benessere’ e fa gelare il sangue pensare a come un tempo i pazienti venissero rinchiusi qui in condizioni disumane”.

Così la pittrice e scultrice tedesca Carol Pilars de Pilar descrive l’esperienza che l’ha tenuta impegnata per un anno e mezzo nei luoghi dell’ex manicomio di Roma, il Santa Maria della Pietà, oggi “parco della salute e del benessere”, parlando, registrando e dipingendo in ritratti fortemente stilizzati i volti, le voci e le storie delle persone che frequentano il parco (guarda i ritratti).

Il regista Marco Bonfante racconta questa straordinaria esperienza nel documentario Ritratti di vite, che resterà visibile presso il museo della Mente fino al 17 dicembre, con due proiezioni giornaliere (tutti i giorni esclusa la domenica), alle 11 e alle 15.

Una buona occasione per visitare, oltre alla mostra dell’artista tedesca che resterà aperta nello stesso periodo, anche il museo allestito in un padiglione dell’ex manicomio, ricco di testimonianze, video e installazioni che, come gli acquerelli di Carol Pilars de Pilar (alcuni dei quali sono visibili nelle sale del museo, altri in una sala appositamente allestita nella palazzina in cui ha sede la direzione della Asl Roma 1, sempre all’interno del parco), portano con sé la memoria di ciò che è stato il Santa Maria della Pietà.

La Asl Roma 1 aveva messo a disposizione dell’artista tedesca un vero e proprio atelier, dove potesse incontrare i soggetti prescelti e parlare con loro durante tutto il tempo della creazione artistica. Così infatti è abituata a lavorare Carol Pilars de Pilar, cogliendo negli occhi, nelle posture del corpo e nelle voci (che si possono ascoltare mentre si visita la mostra), l’anima più profonda, l’aura come sostiene lei, delle persone e dei luoghi. In questo caso le persone che vivono e frequentano il parco del Santa Maria della Pietà, una sorta di microcosmo pulsante immerso nella natura che abbraccia diversi ambiti, ricreativo, sportivo, ludico, sanitario, istituzionale.

Il film – 50 giorni di riprese all’interno di un gigantesco set dove gli ‘attori’ impersonano se stessi, le loro vite reali, le proprie emozioni – accompagna questo percorso in modo discreto e partecipato. “L’intento – spiega Bonfante – era quello di rimanere con la macchina da presa accanto all’artista nella maniera meno invasiva possibile per evitare di condizionarla, soprattutto nei suoi incontri con le persone e durante le fasi dei ritratti. Carol diventa essa stessa l’occhio/obiettivo della macchina da presa, ‘inquadrando’ e ‘fissando’ i personaggi sulla carta con l’acquarello”.

La memoria dell’ex manicomio, una mostra del tutto inedita e innovativa se si considera il tema e il luogo in cui è presentata, un museo allestito da Studio Azzurro (uno degli studi all’avanguardia per installazioni artistiche e interattive), un lungometraggio che testimonia tutto ciò ed emoziona in profondità lo spettatore: tre motivi per non perdere un appuntamento che rappresenta un unicum in Italia e in Europa.

Carlo Gnetti

giornalista e scrittore

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