Libri: la storia del cinema (più o meno) in 40 film

È “Dal cuore alla mente!” di Stefano Sguinzi (Albatros il Filo), docente di storia e critica cinematografica che, in questo suo corposo volume (quasi 500 pagine), traccia una sua personale e, soprattutto, appassionata storia del cinema attraverso una quarantini di titoli corredati di schede e foto, buone per la didattica …

Presentato di recente presso il Red Factory di Roma, Dal cuore alla mente!, un corposo volume sul cinema, completo di esaurienti sinossi e di analisi tanto rigorose quanto pertinenti. Ma a maggior pregio e ancor prima di essere un saggio sul, è un testo dedicato al Cinema, appunto.

È un lascito intellettuale, una dichiarazione d’amore verso la disciplina delle immagini di cui l’autore, Stefano Sguinzi, si è occupato per gran parte della sua esistenza – ha insegnato Storia e Critica Cinematografica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano per oltre trent’anni – tant’è che non presta la minima attenzione al rimescolamento dei generi: il western e il drammatico, piuttosto che lo storico e la storia d’amore si alternano in modo casuale, o meglio, seguendo quel “cuore” a cui allude il titolo (che per esteso suona così: Dal cuore alla mente! Quaranta film appassionanti (che fanno riflettere) per imparare a parlare di cinema).

Una scelta di tipo empatico che in un primo momento può certamente spiazzare, ma che trova invece soddisafazione in una logica di profilo. Il volume è a tutti gli effetti e in buona sostanza, un discorso ondeggiante tra il filosofico e il poetico, riguardante ciò che sottende al fare film.

Ma se questo è il luogo in cui l’autore vuole condurre il lettore, va riconosciuto che mette a disposizione un mezzo dotato di ogni conforto. I quaranta film proposti sono incasellati in schede e sezionati in capitoli al cui interno, Sguinzi enuclea storia, contenuti, messaggio, implicazioni morali e soprattutto la “rappresentazione della cosa”, che è la chiave del film stesso, come egli provvede ad annunciare nella nota. Il tutto corredato da magnifiche foto di scena a colori e locandine di film che accompagnano la lettura, ingentilendola.

Per quanto il tono non urlato con cui l’autore si propone, scevro di pose altezzose, sensazionalismi e assolutismi, canoni e tratti consueti a molta critica “ruspante”, è già di per sè un piacere per chi legge. Questo del tono è un aspetto non secondario in termini d’apprezzamento, si delinea in effetti come una voce fuori dal coro protesa a stimolare un dialogo costruttivo col lettore, laddove il taglio empatico, ancorché analitico, resta saldamente nella critica.

Insomma, di ragioni convincenti questo volume che ha dalla sua anche una veste grafica pregevole, ne offre molte, inclusa quella di ritrovarvi il proprio Film, giacchè quelli raccontati sono gli Imprescindibili.

Non si deve necessariamente concordare su taluni titoli, se essi siano o meno capolavori, per dire, Bastardi senza gloria, Eyes wide shut e Salò: le centoventi giornate di Sodoma e Gomorra, sono tra i titoli più sopravalutati della storia del cinema, non all’altezza del fulgido valore dei vari Effetto notte,Taxi Driver, Sentieri selvaggi, Il posto delle fragole, Blade Runner, Colazione da Tiffany, La dolce vita, Chinatown, a buon diritto celebrati come tali, sul piano oggettivo va comunuqe riconosciuto che le tesi portate a sostegno sono più che difendibili. E tutto sommato, mettere un po’ d’ordine sulla stessa etichetta di capolavoro, il cui utilizzo è troppo spesso ai limiti dell’abuso, non può far male.

Edizioni Albatros il Filo, collana Gli speciali, pagine quattrocentosessanta, 20€.

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