L’Italia colta in fallo. “Dicktatorship”, nuovo on the road della coppia Hofer-Ragazzi

In sala dal 10 giugno (per Wanted), dopo il passaggio al Biografilmfest di Bologna, “Dicktatorship Fallo e basta!”, il nuovo documentario della coppia di giornalisti Hofer-Ragazzi che riprendono il loro viaggio in Italia per raccontarne, stavolta, l’aspetto più saldamente fallocentrico e sessista. E del resto il Il machismo italiano è uno degli argomenti che hanno più ispirato il nostro cinema, soprattutto negli anni Sessanta e Settanta …

Il doppio gioco di parole del titolo, Dicktatorship Fallo e basta! ci porta dritti al tema. E non fatevi ingannare dall’esclamativo perché il fallo in questione non è un verbo ma una parte anatomica. E d’altra parte ci sarà pure un motivo se abbiamo 887 modi per definire il pene.

Il machismo italiano è uno degli argomenti che hanno più ispirato il nostro cinema, soprattutto negli anni Sessanta e Settanta quando sembrava che il mito del maschio latino fosse pronto per l’archivio: il Bell’Antonio, tratto dall’omonimo romanzo di Vitaliano Brancati, il Merlo Maschio da un racconto di Luciano Bianciardi, Travolti da un insolito destino in un azzurro mare d’agosto di Lina Wertmuller, giusto per citare i primi che vengono in mente.

A sessant’anni di distanza arriva nelle sale un documentario, divertente e allarmante a mostraci un Paese saldamente fallocentrico e sessista. A tuffarsi, con gusto, nell’argomento è una coppia – nel cinema e nella vita – di registi che ha già realizzato inchieste pluripremiate sui vizi e virtù del Bel Paese, come Italy, love it or leave it.

Il nuovo documentario Dicktatorship, Fallo e basta!, di Gustav Hofer e Luca Ragazzi è un viaggio in un Italia che pare confusa su tutto tranne che sui più beceri luoghi comuni.

Prodotto da Marco Visalberghi si può vedere al cinema dal 10 giugno (per Wanted).

Tutto ha inizio quando una mattina a colazione una battuta infelice rischia di mettere in crisi la loro ventennale relazione. Ed ecco Luca e Gustav mettersi in moto come una perfetta coppia comica: alcune scene, come quando discutono a letto o battibeccano ricordano Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.

Surfando con abilità e leggerezza ci portano in giro tra feste di paese, studiosi e scrittori, sociologi e biologi, senza trascurare pornostar e raduni di cattolici integralisti. È il ritratto di un paese misogino, patriarcale e maschilista, indipendentemente dal ceto sociale, la provenienza geografica, l’orientamento politico.

Su cosa poggia l’idea balzana della supremazia maschile? Per Hofer e Ragazzi i pilastri del sessismo in Italia sono la scuola, la politica, i media, la famiglia e la chiesa. Rispetto ai film precedenti potrebbe sembrare che questa volta i due registi abbiano scelto un argomento meno autobiografico, “Non è così”, spiegano, “misoginia e omofobia sono due facce della stessa medaglia”.