Lo scrittore che ha affittato un killer. Nella black comedy british che conquista

In sala dal 22 novembre (per Eagle Pictures), “Morto tra una settimana o ti ridiamo i soldi”, opera prima di Tom Edmuns condita di humour nero e romanticismo. Un giovane aspirante scrittore e aspirante suicida affitta un killer per farla finita, salvo poi cambiare idea quando la fortuna comincia a girare. Commedia dark dai toni leggeri ed ironici con sguardo pieno di energia e tenerezza sul lato grigio della vita. Come solo gli inglesi sanno fare. Passata anche alla Festa di Roma …

Humour nero e romanticismo. Morto tra una settimana o ti ridiamo i soldi, la commedia dark di Tom Edmuns, alla prima prova come regista di un lungometraggio, con Tom Wilkinson (due nomination all’Oscar, protagonista di Se mi lasci ti cancello, Michael Clayton e Full Monty), è impastata soprattutto di questo.

Centoventisei minuti a volte buffi, più spesso leggeri e ironici, sostenuti da dialogi mai banali. Uno sguardo pieno di energia e tenerezza sul lato grigio della vita. Toccare un tema come il suicidio da una prospettiva eccentrica e lieve non è per niente facile. Solo una produzione inglese poteva affrontare la sfida.

C’è un giovane aspirante scrittore, William, che non ha ancora trovato un senso alla sua esistenza, cerca di farla finita, e dato che siamo in una commedia – seppure nera – non ci riesce, con effetti piuttosto esilaranti. Un ragazzo così tenero e incapace che non si può non parteggiare per lui.

Sul fronte opposto c’è un vecchio killer, impiegato in un’agenzia per l’eustanasia dai metodi spicci, spaventato dall’avvicinarsi della sua fine. La ribellone di Leslie al destino è tenersi stretto il suo improbabile e imbarazzante lavoro, nel quala tra l’altro è piuttosto bravo benché gli acciacchi dell’età lo rendano più vulnerabile alla concorrenza. Anche lui fa una certa simpatia e quando i due protagonisti si incontrano è un vero disastro.

Se Leslie non ucciderà William perderà il lavoro, ma William, il giorno dopo aver firmato il contratto incontra la ragazza giusta e riesce anche a farsi pubblicare un romanzo, perciò a morire non ci pensa proprio. Si va avanti così tra equivoci e tensione fino al sorprendente finale. La scena iniziale girata sul ponte di Chelsea regala al film una partenza col botto.

Esilaranti e ben riusciti i due personaggi femminili, l’irresistibile Ellie (appassionata di bridge, concorsi di ricamo e viaggi), moglie di Leslie, interpretata di Freya Mavor e la stupefacente Penny, (Marion Bailey). Nei panni per nulla comodi dell’aspirante suicida William c’è il gallese Aneurin Barnard, una delle star di Dunkirk, che avrà un ruolo da protagonista anche nel film tratto da il Cardellino di Donna Turtt. Al montaggio ha lavorato Tariq Anwar (American Beauty, Il discorso del re). Colonna sonora dall’inconfondibile sound inglese di Paul Sanderson con Guy Garvey, degli Elbow e Peter Jobson, degli I am Kloot.

Carla Chelo

Giornalista. Ha lavorato sia all'Unità che al settimanale Diario che in tv (Mediaset). Ha scritto un paio di libri insieme a un'amica dal nome impronunciabile, Alice Werblowsky.

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