L’opera di Romain Gary arriva su Netflix. Con Sophia Loren diretta dal figlio

 


Il destino di Romain Gary, anche dopo la morte – un colpo di pistola che si è sparato nel suo appartamento parigino nell’80 – sembra indissolubilmente intrecciato al cinema.

Scrittore e regista di successo, con una moglie icona della “nouvelle vague” (Jean Seberg), Gary è stato recentemente evocato sul grande schermo da Eric Barbier con La promessa dell’alba, trasposizone del suo romanzo autobiografico.

E torna nuovamente di scena con un nuovo adattamento di uno dei suoi più celebri libri, La vita davanti a sè, best-seller internazionale, tradotto in tutto il mondo e scritto con lo pseudonimo di Emile Ajar (la rivelazione è avvenuta solo dopo la sua scomparsa).

A firmarne la regia è Edoardo Ponti che ha scelto sua madre Sophia Loren per vestire i panni di madame Rosa, l’ex prostituta ebrea, sopravvisuta al lager, che ormai anziana, da rifugio ai figli delle sue colleghe. Un ruolo capitale che quarant’anni fa è stato di Simone Signoret (nella foto), fruttando un Oscar alla Francia, come miglior film straniero, per la regia dell’egiziano Mohamed Zinet.

In questa versione italiana l’azione si sposta dalla Parigi multietnica di Belleville (oggi “covo” della tribù di Malaussène, nato dalla penna di un altro grande scrittore venerato come Pennac) a Bari.

È qui che troviamo l’anziana donna, sopravvissuta agli orrori del nazismo, che seppur riluttante accetta di prendersi cura di Momo, un turbolento dodicenne di strada di origini senegalesi che l’ha derubata.

Nonostante il rapporto iniziale di grande conflitto, i due si renderanno conto ben presto di essere anime affini, legate da un destino comune che cambierà le loro vite per sempre.

Con La vita davanti a sé, Romain Gary, nel 1975 ha vinto il suo secondo Premio Goncourt, dando volto a quella Francia multietnica che cominciava a cambiare identità a Parigi.

Per Sophia Loren si tratta di un ritorno all’opera del grande scrittore. Nel ’65, diretta da Peter Ustinov e affiancata da Paul Newman è stata Lady L, nobildonna dall’avventurosa e scanzonata vita sentimentale.

L’adattamento di La vita davanti a sé è scritto dallo stesso regista con Ugo Chiti e interpretato da Renato Carpenteri, Massimiliano Rossi, Babak Karimi, Abril Zamora e il piccolo Ibrahima Gueye nel ruolo di Momo.

Produce Palomar – Mediawan Group, con il supporto di Impact Partners Film Service, Artemis Rising Foundation, Foothills Productions, Another Chapter Productions e Scone Investments. Il film sarà in esclusiva su Netflix nella seconda parte del 2020.

Del celebre romanzo di Romain Gary, Neri Pozza ha portato in Italia (nel 2018) una versione illustrata da Manuele Fior, uno dei più importanti illustratori del nostro tempo (che vive a Parigi), collaboratore del New Yorker e autore di opere oggetto di numerosi riconoscimenti.