Matrimonio in Kosovo. I danni collaterali di un’altra guerra: l’omofobia (in un film che sorprende)

È “The Marriage” fortunata opera prima della regista Blerta Zeqiri che ha rappresentato quest’anno il Kosovo nella corsa agli Oscar. Un dramma LGBT dalla parte dei tanti omosessuali costretti, ancora oggi, a matrimoni etero. Il film è stato mostrato al pubblico italiano nell’ambito delle Giornate del Cinema Albanese alla Casa del cinema di Roma …

All’interno delle “Giornate del Cinema Albanese”: produzione e cultura guardando al Balkan Film Market, organizzata presso la Casa del Cinema di Roma, è stato presentato The Marriage, opera prima della brava e coraggiosa regista kosovara Blerta Zeqiri, coprodotto da Kosovo e Albania, nel 2017.

Il film narra, con l’uso della camera a mano, la storia di Bekim (Alban Ukaj), proprietario di un bar a Pristina, e Anita (Adriana Matoshi), rigorosamente vegetariana, che dovrebbero sposarsi tra un paio di settimane. Sono nel bel mezzo dei preparativi nonostante lei aspetti ancora i resti dei suoi (già da quindici anni), dichiarati dispersi nella guerra del Kosovo del ’99.

A un certo punto dalla Francia ritorna Nol (Genc Salihu), un musicista vecchio amico di Bekim con il quale aveva condiviso gli orrori del conflitto, ma con cui aveva anche cantato e suonato musica. Passano un paio di serate a tre, in cui tutti bevono e tutti si ubriacano e, presto, dall’euforia si arriva al bisticcio. Così anche la coppia di promessi sposi, per alcune stupidaggini amplificate dall’alcool, litiga e per quattro giorni i due non si vedono né si sentono. Alla fine i promessi sposi si riappacificano, ma un’ombra sul  volto di Bekim sembra restare.

Dopo un’introduzione minuziosa, al limite dell’estenuazione, sul loro quotidiano di piccole cose e gesti ripetitivi, iniziano infatti ad emergere le contraddizioni di un rapporto ambiguo tra i due amici, forse mai chiarito, che va oltre l’amicizia…  Bekim e Nol sono stati amanti, Nol è ancora innamorato di lui – è una Giulietta in cerca di Romeo – e Bekim ne è ancora tremendamente attratto.

Ma come fare? E il matrimonio? Nol vorrebbe che Bekim andasse via con lui in Francia per vivere liberamente il loro amore, ma Bekim è dilaniato tra il dover essere, le convenzioni, e i suoi veri sentimenti. Tutti si aspettano da lui la costruzione di una nuova famiglia con tanti figli maschi e femmine, e lui non vuole deludere né la madre né il padre (più che la promessa sposa…). Inoltre, e soprattutto, Bekim non ha il coraggio di accettare la sua omosessualità e di viverla completamente.

Il banchetto di nozze sarà quindi pieno di tensioni, specialmente quando arriverà Nol, disperato e ubriaco. Emozionante è la scena d’amore fra Nol e Bekim, commovente sarà il loro addio all’aeroporto di Pristina.

Blerta Zeqiri, vincitrice del “Sundance International Short Fiction” con il corto The Return nel 2012, con The marriage è candidata agli Oscar 2019 per il Kossovo, nonché vincitrice del FIPRESCI premio speciale della giuria Tallinn Black Nights Film Festival.

«Dopo la fine della guerra – spiega la stessa regista nelle note del film – quando ho acquistato le libertà fondamentali che non avevo avuto durante tutta la mia infanzia, sono diventata consapevole dei gruppi emarginati nella nostra società, a cui sono negati i diritti di base, a cui ogni essere umano dovrebbe accesso. Uno di questi gruppi è la comunità LGBT, senza dubbio è la più emarginata di tutti. I membri della comunità LGBT, sebbene siano protetti dalle leggi del Kosovo, sono continuamente minacciati, umiliati e attaccati fisicamente, e lo stato chiude un occhio. Nascondere la propria identità rimane l’unico modo per sopravvivere in quest’ambiente, un gran numero di omosessuali sono comunque costretti a sposarsi alla fine con un partner di sesso opposto, che si trasforma in danno collaterale… Per me è incomprensibile e inaccettabile vedere due persone che si amano così tanto ma non possono stare insieme. Questo è il motivo per cui penso che l’amore omosessuale in Kosovo sia la storia oggi di Romeo e Giulietta».