Metti un the al cinema, con i film di Natale. Raccontati da Enzo Lavagnini

Da sabato 15 dicembre appuntamento al Museo civico di Albano Laziale, Castelli romani, con “Sere di Natale al cinema”, una serie di incontri pomeridiani (ore 17), davanti ad una tazza di the, dedicati ai film che hanno raccontato le festività natalizie. Dai grandi classici come “La vita è meravigliosa” di Capra a “Joyeux Noel” di Carion sul particolare Natale tra le trincee della Grande Guerra. Gli incontri sono condotti da Enzo Lavagnini. Prenotare a: 06 9323490 …

George: Tu chi sei?
Clarence: Te l’ho detto, George. Io sono il tuo angelo custode.

La vita è meravigliosa, 1946, Frank Capra.

Benvenuti nel mondo vorticoso e mendace della pioggia di zucchero a velo, nel paradiso delle canzoncine allegre, delle distese innevate, dei pacchetti infiocchettati, dei bambini festanti, delle cene abbondanti, dei buoni sentimenti imperanti: benvenuti nel “consueto” Natale, un mondo dal quale riusciremo a riemergere, e a fatica, solo nel 2019, ancora annebbiati ed offuscati.

Anche quest’anno il “carezzevole” (e ad ogni modo, “confortante”) “miracolo” si ripeterà. Si ripeterà anche se sarà questo, in modo del tutto innaturale, il primo Natale a solidarietà derubricata, per scelte governative…

Solluchero dei signori dei palinsesti televisivi, ma anche dei “palinsesti” diuturni che regolano leggi economiche sui consumi, che le seguono o le ispirano, miele per i nostri occhi e per le nostre orecchie, al centro del Natale operano gli immancabili film di Natale, quintessenza del Natale stesso, le cui eterne, ferree leggi sono marchiate a fuoco sulla pelle di ogni buon sceneggiatore, di ogni buon regista, di ogni buon attore.

Anzitutto, nel mondo solo “periodico” dei film di Natale, un mondo “breve” che è però assai più persistente di quello reale, ogni contrasto, ogni dissapore, ogni ingiustizia viene appianata da una necessaria tregua. Una sorta di amnistia, di condono, di azzeramento. In quella tregua succede l’impensabile: nemici che non sono più tali, poveri che non sono più poveri, angherie che svaniscono. Ogni cosa si relativizza. Tutto è possibile, proprio perché tutto è anche aleatorio. È infatti il momento più magico di tutto l’anno: può spuntare un coniglio da un cappello, o un angelo custode nel momento di maggiore difficoltà, le guerre si interrompono, i ruoli sociali si rovesciano, la “bontà” sboccia, nonostante tutto: ma non si tratta di meraviglia, ma di attesa. Se si preferisce, di speranza.

Il Natale cinematografico è quel “reset” annuale nel quale tutti incappiamo. Un’isola solo temporanea, che appare e scompare, che ci ospita e alla fine poi svanisce. Se non affoghiamo, è soltanto perché ne conosciamo bene la precarietà e restiamo all’erta…

Il Natale è festa di vita e di nuova vita e, talvolta, veramente La vita è meravigliosa: film del 1946 diretto da Frank Capra la cui trama è incentrata su George Bailey (James Stewart), nato e cresciuto in una piccola città che, disperato, è sul punto di suicidarsi la sera della vigilia di Natale. In suo soccorso arriverà un angelo custode mandato da Dio (è Clarence, angelo di seconda classe, che non ha ancora le ali). Tratto dal racconto The Greatest Gift, di Philip Van Doren Stern, il film, che è il film di Natale per eccellenza, ottenne cinque candidature ai premi Oscar. Clarence a George: “Strano, vero? La vita di un uomo è legata a tante altre vite. E quando quest’uomo non esiste, lascia un vuoto”. Per dimostrarglielo, l’angelo lo porta in una vita parallela e difforme, nella quale George non è mai esistito: senza di lui la vita di molte persone sarebbe stata terribilmente diversa e peggiore, in quanto George si è sempre prodigato per gli altri. Avendo finalmente compreso quanto la propria esistenza sia importante, George implora Clarence di farlo tornare a vivere la propria vita, e l’angelo esaudisce il suo desiderio permettendogli di tornare a casa dai suoi cari il giorno di Natale.

Il Natale è una tregua: Joyeux Noël – Una verità dimenticata film francese del 2005, diretto da Christian Carion, racconta della tregua di Natale della Prima Guerra Mondiale, nel dicembre 1914, fra soldati di trincea tedeschi, francesi e britannici; nel corso della vigilia di Natale e del giorno stesso di Natale, un gran numero di soldati lasciarono spontaneamente le trincee per incontrarsi nella terra di nessuno per fraternizzare, scambiarsi cibo e souvenir o improvvisare partite di calcio.

Il Natale è un conflitto di classe: Una poltrona per due, (Landis, 1983): Louis Winthorpe III è un ricco agente di cambio. Billie Ray Valentine è invece un povero senzatetto, che chiede l’elemosina spacciandosi per un veterano di guerra. Le vite dei due, s’incrociano alla vigilia di Natale in seguito a un banale e fortuito scontro in strada. All’episodio assistono i datori di lavoro di Louis, taccagni e cinici, Mortimer e Randolph Duke, che per verificare le loro contrapposte tesi sulla predisposizione al successo o alla criminalità, fanno una scommessa: pongono Billie Ray in una posizione privilegiata e, allo stesso tempo, fanno in modo che Louis perda tutto ciò che ha ottenuto nella vita.

Il Natale è riscatto: L’appartamento, 1960, diretto da Billy Wilder, con Jack Lemmon e Shirley MacLaine. Il contabile Bud Baxter per arrotondare affitta il suo piccolo appartamento ai dirigenti per i loro flirt. Tutto bene, fino a che non si innamora di Fran Kubelik, ascensorista del grattacielo in cui ha sede la compagnia e amante del capo del personale. Amareggiata e umiliata da quest’ultimo, la ragazza tenta il suicidio ma Baxter giunge appena in tempo per evitare il peggio. A precisa richiesta del capo del personale Bud, per amore, questa volta si rifiuta di consegnare la chiave dell’appartamento e si licenzia dalla compagnia…

Il Natale è Natale, anche se è contro ogni canone: Babbo bastardo, 2003, diretto da Terry Zwigoff, con Billy Bob Thornton. Willie e Marcus sono ladri specializzati nel derubare centri commerciali il giorno di Natale. Ogni volta, si fanno assumere come Babbo Natale ed Elfo, studiano il luogo, svaligiano e poi cambiano città. Willie, il Babbo Natale dei due, è uno scontroso alcolizzato e ogni anno peggiora sempre più; ha inoltre il vizio del fumo e del sesso promiscuo. Capita però, che durante il secondo giorno in cui lavora come Babbo Natale al supermercato, un bambino con dei disagi mentali, Thurman, una volta messosi sulle ginocchia di Willie pensa di aver di fronte il vero Santa Claus…

Di magia in magia, il Natale cinematografico pareggia i conti tra noi e l’impossibilità contemporanea di vivere una vita serena, affettuosa, che si prenda cura di tutti. Il Natale cinematografico dispensa ancora i sogni che non riusciamo più a fare. Almeno lì, tra fastidiose, antisalutari montagne di zucchero, l’ incattivimento è debellato. Il battito d’ali imprevisto di un angelo custode ci salverà dai “cattivi” sentimenti imperanti? Ecco un dono che sarebbe bello ricevere…

 

Enzo Lavagnini

Regista, sceneggiatore, produttore e critico cinematografico. Suoi i documentari: "Un uomo fioriva" su Pasolini e "Film/Intervista a Paolo Volponi". Ha collaborato con Istituto Luce, Rai Cultura e Premio Libero Bizzarri. Tra i suoi libri, "Il giovane Fellini" , "La prima Roma di Pasolini". Attualmente dirige l'Archivio Pasolini di Ciampino

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