Miti del fantastico (Rai) al Fantafestival. Tra D’Anza e Gregoretti

Dal 3 al 7 febbraio, a Roma (cinema Trevi), il Fantafestival prosegue con una rassegna dedicata al fantastico televisivo italiano. Da “Ho incontrato un’ombra” di Daniele D’Anza a “Uova fatali” di Ugo Gregoretti, per riscoprire quei grandi sceneggiati magici capaci di addentrarsi nel lato oscuro del nostro immaginario…

 

Ho incontrato un’ombra, Il segno del comando. E poi ancora a ritroso, prima dei Settanta, nel mondo visionario, ironico e fantastico di Ugo Gregoretti con Omicron e poi nuovamente avanti con le sue Uova fatali, tra le rane giganti nate dalla penna di Bulgakov.

È davvero un omaggio doc quello che il Fantafestival, con la sua 37esima edizione, dal 3 al 7 Febbraio al Cinema Trevi di Roma, (in collaborazione con la Cineteca Nazionale) dedica ai grandi autori del fantastico televisivo italiano.

“Il fantastico ha accompagnato per tre decenni la storia del servizio pubblico televisivo nazionale attingendo alla cronaca e alla letteratura, inventando e adattando, celebrando e demistificando. Erano gli anni della corsa allo spazio, delle ricerche sulla genetica, dei primi calcolatori: la fantascienza era il terreno ideale per la rappresentazione del desiderio e del conflitto. Contemporaneamente i grandi sceneggiati “magici” si addentravano nel “lato oscuro” mettendo in scena le nebbie del passato, le sabbie mobili dell’inconscio, le paure profonde del quotidiano attraverso storie di fantasmi, reincarnazione, esoterismo”.

Si parte, nelle prime due giornate, con i più celebri sceneggiati di Daniele D’Anza, quelli che nei primi anni Settanta, già squassati dalle bombe, riuscivano a toccare picchi d’ascolto da 19 milioni di telespettatori, segnando l’immaginario di un’intera generazione.

Stiamo parlando, infatti di Ho incontrato un’ombra (sabato 3 febbraio, dalle 17 saranno proiettate tutte e 4 le puntate) in cui Giancarlo Zanetti, Laura Belli e Beba Loncar, tra gli altri, sono protagonisti di un giallo ambientato in Svizzera, dai risvolti fantastici in cui si allungano le ombre inquietati del nazismo e del neo nazismo.

A seguire (ore 21 presentazione) presentazione del libro, Fantasceneggiati – Sci-fi e giallo magico nelle produzioni RAI (1954-198) di Leopoldo Santovincenzo, Carlo Modesti Pauer e Marcello Rossi che dialogheranno col pubblico.

Domenica 4 febbraio, poi, (ore 17) sarà la volta di Il segno del comando, sempre di  Daniele D’Anza, sempre evocativo di un’epoca e misterioso.

Il 6 e il 7 febbraio, sono dedicate al cinema fantastico di Ugo Gregoretti, a cominciare dal suo capolavoro del genere, Omicron (proiezione ore 17) in cui – e siamo solo nel ’63 – trasforma in un apologo di fantascienza, pieno d’ironia, lo sfruttamento della classe operaia.

Segue (alle 18) la proiezione di Omicron alla Sgurgola, servizio di Tv7, firmato sempre da Gregoretti, quando attraversava l’Italia in lungo e in largo come inviato Rai, in cui, dopo le glorie del film presentato a Venezia, organizza l’anteprima mondiale del film nel paesino della provincia di Frosinone.

Ugo Gregoretti sarà in sala in un incontro col pubblico moderato da Tino Franco. E a seguire Maggio musicale. Il 7 febbraio la rassegna chiude con Le uova fatali (1977), altra incursione nel fantastico di Gregoretti, a partire da una favola di Bulgakov.

 

 

A spiegare gli effetti speciali del film, in cui si vedono rane giganti e rettili mostruosi che invadono la terra, I segreti delle uova fatali, che spiega con dovizia di particolari i vari trucchi di scena: l’uso del “chroma key”, della scenografia di Eugenio Guglielminetti con le miniature che incorniciano l’azione degli attori e l’uso innovativo dei “puppet” animati con particolare attenzione ai rettili antropofagi di Giorgio Ferrari.

Gino Santini

Apprendista

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