Pesaro 54, il festival delle ragazze giganti. Tra il ’68 e il futuro

Dal 16 al 23 giugno a Pesaro l’edizione 54 della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema. Obiettivo puntato su quello delle donne già a partire dal manifesto e proseguendo con retrospettive e incontri nella sezione “We Want Cinema” . Spazio anche al ’68 tra Schifano e Michael Snow. Passando per una retrospettiva su Marc’O …

Una ragazza gigante dentro un cinema, come Alice che improvvisamente cresce a dismisura nella casa di Bianconiglio. Già dal manifesto, firmato da Alessandro Baronciani, il festival di Pesaro 2018 fa la sua scelta di campo: le donne. Meglio, il cinema delle donne che sarà raccontato nella sezione ad hoc “We Want Cinema”.

Dino Risi diceva che il cinema è una donna nuda e un uomo con la pistola. E se non fosse così? Cosa succede se è una donna a sfoderare la pistola, o una cinepresa, cosa cambia quando è lei a guardare, desiderare, produrre immaginario? In che modo le cineaste hanno raccontato e raccontano il corpo delle altre donne, la famiglia, l’attualità, la politica?

Oggi in Italia i film diretti da registe sono poco più del 10%, ma qualcosa sta cambiando. Anzi è già cambiato se si pensa al crescente numero di donne che scrivono, producono e lavorano nel cinema.
Ecco dunque che con “We Want Cinema. Sguardi di donne nel cinema italiano” il festival propone un’analisi a tutto campo sul cinema italiano pensato, scritto e fatto dalle donne: registe, sceneggiatrici, attrici, produttrici, montatrici, scenografe, costumiste.  Con relativo e tradizionale volume monografico (Marsilio Editori) a cura di Laura Buffoni. Tra i film in rassegna, Figlia mia di Laura Bispuri; Film d’amore e d’anarchia: ovvero “Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza” di Lina Wertmüller; PADRE di Giada Colagrande; Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini; Ceci n’est pas un cannolo di Tea Falco; Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi; Riccardo va all’inferno di Roberta Torre. In programma anche una tavola rotonda e una serie di incontri (con Sonia Bergamasco, Silvia Calderoni, Antonietta De Lillo, Lucia Mascino, Ludovica Rampoldi) e la presentazione  dei risultati del progetto DEA – Donne e Audiovisivo, la ricerca a cura del CNR sostenuta dalla Siae che costituisce il più importante sforzo di raccolta e sistematizzazione di dati finora fatto sul cinema delle donne in Italia.

Il segno distintivo della Mostra diretta da Pedro Armocida è, da sempre, quello di guardare al futuro mantenendo però alta l’attenzione dei grandi cineasti del passato che hanno rivoluzionato la grammatica cinematografica. Per questo Bruno Torri, presidente del comitato scientifico, ha tenuto a sottolineare come il festival non mancherà quest’anno di festeggiare un importante anniversario, quello del ’68, dove a Pesaro “è successo di tutto”: ossia la prima contestazione a un festival internazionale in Italia. Federico Rossin proporrà dunque una retrospettiva con l’obiettivo non di sbarazzarsi della mitologia 68, ma di decostruirla per farla risuonare altrove. Questo viaggio dall’Italia ci porterà in Sud America, negli Stati Uniti,  attraverso l’opera di Fernando Birri (Org), Mario Schifano (Umano, non umano), Michael Snow (Back and Forth), Brian De Palma e Richard Schechner (Dionysus), Robert Fulton (Reality’s Invisible). Passando anche per Les Idoles portato a Pesaro proprio 50 anni fa da Marc’O, al secolo Marc-Gilbert Guillaumin, classe 1927, regista-partigiano tra i più sconosciuti e importanti della scena sperimentale a cui il festival dedica una retrospettiva da non perdere.

 

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