Quella Lady molto dark odiata da Stalin

È “Lady Macbeth” esordio cinematografico di William Oldroyd dal feroce racconto di Nikolaj Leskov scritto nel 1865 e ripreso da Shostakovitch per un’opera del 1934, poi bandita da Stalin. Oldroyd rilegge in chiave femminista una storia contadina russa di ordinaria lussuria…

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Non è un caso che il termine “femminicidio” non abbia un corrispettivo al maschile. Ma il Torino Film Festival propone la dark lady uxoricida più agghiacciante di sempre. Se vale la legge dell'”occhio per occhio”, Lady Macbeth, film d’esordio di William Oldroyd, uno dei maggiori talenti registici del teatro inglese di oggi, è la risposta a una inarrestabile strage a senso unico. Per questo, e per molto altro, è davvero imperdibile.

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Nelle nostre sale arriverà l’anno prossimo, preceduto dalle recensioni entusiastiche di Variety, Hollywood Reporter, The Guardian. Ma la sintesi più efficace è di Indiewire: “Immaginate Cime tempestose diretto da Alfred Hitchcock….” .

Con l’eroina della Bronte la diciassettenne Katherine ha in comune l’epoca e la brughiera inospitale del Nord Est britannico. Malmaritata a un possidente crudele, si consola con uno stalliere, e per passione sterminerà in successione suocero, consorte, fino a un bimbo innocente ma scomodo.

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