Restauri: quel Dante che piaceva al fascismo…

Sabato 28 maggio a Pisa, proiezione della versione restaurata de “La mirabile visione”, kolossal del 1921 dedicato al sommo poeta. Il film, per la regia di Luigi Sapelli, in arte Caramba, all’uscita in sala fu un flop, ma poi quando il regime lo rivalutò…

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Il 28 maggio a Pisa nell’ambito della manifestazione “Dante Posticipato”, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale presenta il restauro del film La mirabile visione dedicato alla vita e alle opere di Dante Alighieri, ediretto nel 1921 da Luigi Sapelli in arte Caramba.

La mirabile visione, kolossal in due parti, è il frutto della collaborazione di un gruppo collaudato di cui facevano parte oltre al direttore artistico Caramba, noto per la sua lunga ed istrionica attività di scenografo e costumista teatrale, il poeta e soggettista Fausto Salvatori e Carlo Montuori, apprezzato direttore della fotografia.

Per l’epoca si trattò di un vero e proprio kolossal, con una sorprendente durata di oltre due ore e mezza. Ma nonostante il “poderoso lancio pubblicitario”, il film non ottenne il successo sperato. Solo dopo che il regime fascista lo giudicò “strumento di propaganda spirituale e nazionale” a metà degli anni ’20, il film rientrò nei circuiti cinematografici ricevendo attenzioni dalla stampa e dal grande pubblico, oltreché consensi di critica come quelle dello storico Gioacchino Volpe e in particolare di Arduino Colasanti, all’epoca uno dei più autorevoli storici dell’arte: “Niente fin qui del genere mi era accaduto di vedere, così scrupolosamente diligente nella ricostruzione dei luoghi e delle cose, nella raffigurazione delle persone; così sapientemente pittorico nel taglio dei quadri, degli sfondi, degli scenari; così accuratamente ricco e caratteristico negli aggruppamenti dei protagonisti e negli inquieti movimenti delle moltitudini”.

Il restauro è stato eseguito in digitale a cura del Centre National du Cinema di Parigi a partire da una copia italiana conservata a Roma dalla Cineteca Nazionale e da una copia francese. Integrando le due versioni si è riusciti a ricostruire il film nella sua interezza.

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