“Senza di te l’Italia magica sarebbe dimenticata”. Cecilia Mangini ricorda Luigi Di Gianni

È morto a 93 anni Luigi Di Gianni grande documentarista e rappresentante di spicco del documentario etnografico nato dagli insegnamenti di Ernesto De Martino. Coi suoi doc ha raccontato il Sud più arcaico e originario, quello dei riti magici, “dei prodigi e dei miracoli”. Tra i suoi lavori più celebri “Magia lucana”, “La potenza degli spiriti”, “La possessione”. Suo anche un importante adattamento de “Il processo” di Kafka per la Rai. Qui un ricordo di Cecilia Mangini che con Di Gianni ha condiviso una grande amicizia e lo stesso universo culturale ed artistico …

“Magia lucana” di Luigi Di Gianni (1958)

 

È doloroso scriverlo, Luigi Di Gianni non è più con noi.

In tutti i suoi documentari ha dimostrato un’assoluta fedeltà a Ernesto De Martino, il grandissimo etnologo del secolo scorso che ha scelto di «utilizzare l’etnografia ai fini di una storia religiosa dell’Italia meridionale, come una nuova dimensione conoscitiva della cosidetta “questione” meridionale».

Devo ricordare anche l’importanza, l’influenza e l’input di De Martino per Luigi Di Gianni, Lino Del Fra, Michele Gandin, Gianfranco Mingozzi, Giuseppe Ferrara e per me stessa: senza di lui, non sarebbe esistito il documentario etnografico italiano. Ho minimizzato, ho fatto di tutt’erba un fascio: senza Di Gianni, senza il corpus di tutti i suoi documentari disseminati lungo mezzo secolo, dal 1958 al 2009, l’Italia magica dei riti, l’Italia dei prodigi e dei miracoli sarebbe seppellita nel dimenticatoio.