Sette personaggi e una scomparsa. Le tante verità di “Tomàs”

Un protagonista che scompare. Una città non luogo in cui l’arrivo in porto di una nave segna il crescere progressivo del caos e l’avvento del tiranno. E sette personaggi che narrano le loro verità sugli eventi. È “Tomàs”, simbolico romanzo d’esordio di Andrea Appetito (effigie edizioni) che dice tanto del nostro presente. Nato già con le immagini dentro è una sfida portarlo al cinema …

Romanzo con protagonista mancante. In una città che è non luogo, crocevia di ambienti solitamente discosti, tempo indefinito, Tomàs (che da il titolo al libro) si affaccia appena per subito eclissarsi tra le prime pagine.

Intervengono sette narratori a raccontare da diverse angolazioni gli eventi e a costruire così l’ identità dell’ineffabile Tomàs al quale ognuno è individualmente e in diverso modo legato.

La trama si srotola con lenta gradualità e svela indizi utili alla comprensione del complesso intreccio. Attraverso perdita, assenza, continuo superamento dell’acquisito, cambio di prospettiva, prende vita una storia avvincente, affatto facile da sintetizzare, nonostante di pagina in pagina ciascuna voce, dal proprio punto di vista, aggiunga un tassello di conoscenza.

Quello che appare importante, però, non è arrivare a un’ interpretazione oggettiva perché la verità, anzi le verità sembrano risiedere in quello che, con Tomàs, aleggia oltre il riconoscibile: sussurri, silenzi, fuggevoli rivelazioni, segreti, profezie.

La scrittura di Andrea Appetito, misurata ed essenziale, accompagna il nucleo tematico che ruota attorno alle fasi del progressivo insediarsi di un tiranno nella città senza nome sconvolgendone struttura socio-politica e rapporti di potere; generando caos, violenza distruzione.

Tutto porta a pensare che da questo Tomàs sia voluto fuggire, quando nel porto in disuso appare la misteriosa nave che sconvolgerà tutto. Sparisce senza avvertire nessuno, neanche la fidanzata e l’ amico fraterno di sempre che restano attoniti di fronte all’inspiegabile abbandono. Inevitabilmente anche le relazioni affettive e sentimentali vengono influenzate dalla portata di certi eventi.

Allo svelamento dei fatti, quello che resta non è tanto la soluzione del mistero, quanto l’atmosfera di sospensione, passaggi e paesaggi narrativi.

L’aliena città, investita dall’improvviso rivolgimento politico e sociale è location ideale per un film. Perfetto Tomàs come protagonista nella sua intrigante invisibilità.

Interessante il corto circuito tra i moti affettivi e l’improvviso conflitto che dall’esterno va verso l’interno e viceversa. E i punti di vista sono altrettanti capitoli da ricucire alla fine con lo scioglimento dei nodi disseminati o da cui prendere avvio per una scrittura di cinema. Prezioso materiale per un bravo autore che abbia voglia di accettare la sfida di questo intrigante romanzo nato già con le immagini dentro.

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Elisabetta Pandimiglio

Regista e autrice. Ha scritto, realizzato e diretto numerosi lavori tra finzione e realtà ottenendo riconoscimenti in vari paesi del mondo. Alcuni titoli: "Punti di vista" (1996), "Interferenze", "Cercando Eva", "Sem terra", "A sud del Sud", "Diario Sacher Zappaterra", "Motoboy", "Comizi e quant’altro", "Sogni di cuoio", "Contromano", "Taccone-fuga in salita", "L’incontro", "Mille giorni di Vito", "Più come un artista" (2011), "Sbagliate" (2015).

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