Shaye Saint John, un libro svela il mistero del blogger “profeta”

È “Diranno di me – La vera storia di Shaye Saint John” di Andrea Roccioletti (Autori Riuniti) dedicato al più misterioso dei blogger, diventato una sorta di mito metropolitano al pari di Candyman. Lo scrittore, “Novello Stradivari della letteratura”, ci conduce in un lungo viaggio tra miti, leggende, storie e “storielle” da affrontare con lo spirito di Ulisse: scopriamo il mondo… Come Roccioletti ci indica…

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Chi è Shaye Saint John? Ovvero Shaye San Giovanni… Il battista? Il decollato? Un profeta? Un imbroglione? Un inquietante personaggio che popola il web con le sue deformazioni e menomazioni? Si e no. È tutto e non è nulla.
È Eric Fournier. O forse è meglio dire Eric Fournier è Shaye. Lui, loro, noi che interagiamo, siamo il mondo intero, un mondo in (e di) un nodo distopico e distonico che viene da un passato remoto e da un futuro ancor più remoto. Da un oggi che è già domani, da un oggi che è già ieri.
In un mondo di lustrini satinati, luci abbaglianti, lucciconi cadenti, lumini in fila indiana che accompagnano questo cantico frenetico, fetish, fuorviante di un pianeta in rotta di collisione con se stesso. Imploso e impietoso. Droghe di ogni tipo come carburante per cacciare gli incubi, dei nostri peggiori incubi, dentro di noi. Personaggi che si intrecciano lungo le vie luminose e tetre di una storia che sembra appartenere a ognuno di noi. Ma nessuno di noi ne sa nulla.
Viviamo sotto la luce, alla luce, ma in un mondo oscuro dove “Solo gli amanti sopravvivono”. Dove non basta fissare/indossare/declinare una maschera da Saw per declinare la propria appartenenza ad un mondo altro. Dove i mostri emergono dalle nostre teste per prendere vita in un caleidoscopio di storture e torture che istoriano corpo e mente in un gioco infinito di specchi rotti. Rotti come le anime sublimate nella loro ordinaria follia.
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Tutto si svela tra sonno (incosciente) e sogno (cosciente) dove le piccolezze umane di disvelano senza remore nelle perfide periferie di un mondo difficile dove conta l’apparire e non la sostanza. Dove si “deve” essere diversi in modo e maniera al fine di omologarsi alla diversità. Una diversità non più unica, ma cifra di una latente uguaglianza che permea l’universo. Specie se l’universo in questione è imbottito di acido lisergico.
Siamo piccoli. Molto piccoli al cospetto di Shaye Saint John e del suo dolore senza fine. Senza lieto fine. Senza lieto, e sdefinito, fine.
Andrea Roccioletti, nel suo Diranno di me – La vera storia di Shaye Saint John (Autori Riuniti), con cuore, anima, e rara sapienza di coniugare mondi e linguaggi, in una nuova e babelica espressione famelica di verità, conquista anche un lettore (scusate l’autoreferenzialità) sempre molto critico verso tutto e tutti, andando a spolverare sapientemente una sorta di mito metropolitano al pari di Candyman.
Dirompente, prorompente, dannatamente reale, precisamente incisivo, disgustoso quanto basta in un linguaggio coercitivo nella sua creatività di altro mondo, risveglia la curiosità, nel lettore, verso frontiere dimenticate. Verso dei versi obliati che debbono riaffiorare, e lui vi riesce.
Novello Stradivari della letteratura coglie sempre il cuore dei personaggi, al di là e al di qua della pagina. Di uno schermo ipotetico, invisibile ma reale in un mondo fittizio per restituire con passione uno dei personaggi più misteriosi di questo terzo millennio. Amavamo Shaye/Eric/ochiperlui ora amiamo Andrea.
Successo e fallimento si fondono nel personaggio (nei personaggi) che scorre (scorrono) lungo le pagine (infinite) create da Roccioletti. Milleeuna storie che si dipanano e si intrecciano, come i capelli di Medusa e, novello Perseo, li apre per far entrare il lettore in questo mondo infinito senza rischiare lo sguardo della Gorgone.
Un mondo infinito composto da infiniti “Rivoli e stelle” che brillano senza fine. Una fine che sembra essere decretata dopo 120 pagine di distillato di pura scrittura. Un lungo viaggio tra miti, leggende, storie e “storielle” da affrontare con lo spirito di Ulisse: scopriamo il mondo… Come Roccioletti ci indica…

 

 

Mauro Conciatori

giornalista e regista

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