“Shazam”, scopri il bambino (supereroe) che è in te

Continua la scalata al botteghino di “Shazam”, l’eroe-super nato dalla fucina Fawcett Comics nel ’39 e approdato in seguito nel DC Extended Universe dove si muovono anche Superman, Batman, Wonder Woman, Flash ed Aquaman. Con Zachary Levi nei panni dell’ironico protagonista, una commedia d’azione che si tinge di sgargiantissime tonalità, per la regia di David F. Sandberg …

Shazam, l’eroe-super creato da C.C. Beck (disegni) e Bill Parker (testi) nel 1939 per la Fawcett Comics, è tornato al cinema attestandosi in vetta al botteghino, dopo 78 anni dalla sua prima apparizione, quell’ Adventures of Captain Marvel del 1941 che fu il primo fumetto adattato per il grande schermo.

Billy Batson è un ragazzo di quindici anni che da quando ne aveva quattro, passa da una coppia di genitori adottivi all’altra. Non si rassegna all’idea di non ritrovare quelli veri, Billy, finché dopo l’ennesima bravata non finisce in quella casa famiglia che farà da propulsore alla vicenda che lo condurrà verso il suo destino di giovanissimo supereroe.

Assorbito nell’universo DC nel 1972 col nome di Shazam (quello originale era Capitan Marvel, poi perso in favore della Marvel), che è il nome del mago che conferisce i poteri al protagonista, il film s’inserisce nel DC Extended Universe, lo stesso in cui si muovono Superman, Batman, Wonder Woman, Flash ed Aquaman.

Se si parte da questo assunto, i supereroi  quanto le loro nemesi  super criminali, sono una realtà accettata. Sfrecciano nei cieli, devastano edifici, salvano gattini che non riescono a scendere da rami troppo alti. Armi come il Batarang rimaste sui terreni di scontro e cimeli di battaglia come il bossolo di proiettile che non ha neppure scalfito la pelle super corazzata dell’Uomo d’acciaio,  si possono recuperare con una certa facilità su e bay.

I supereroi sono una consuetudine. Le angolazioni da cui si osservano, invece, no. Da Man of Steel, passando per Suicide Squad e proseguendo per Batman vs Superman, e a seguire, fino al dimenticabile Justice League, l’angolazione mette a fuoco il lato problematico della faccenda. Che succede se Superman si rivolta contro coloro che oggi protegge? Come si ferma Aquaman o qualsiasi altro eroe potenziato? Chi risarcisce i danni causati dalle loro imprese? Come convivere con la propria eccezionale unicità ma anche con le responsabilità insite in essa?

Questo è un modo di vedere la cosa. Realistico, pragmatico, adulto che coincide col registro narrativo dei fratelli Nolan e sulla scia, di Zack Snyder. Poi c’è l’altro, quello che appartiene a coloro per cui il bicchiere e sempre mezzo pieno pure quando è completamente vuoto. Coloro che guardano il mondo con la meraviglia negli occhi. Un dono sempre più raro, stando alle cronache, ermeticamente vietato ai maggiori di 18 anni. Insomma, i giovani, bambini e ragazzi che siano.

Per loro il supereroe è un mito. Un modello. Anche un giocatolo, volendo. Come una scena ci mostra in tutta la sua plasticità. Sono un esempio, soprattutto. Ed il pericolo è primariamente pura avventura. Tutto ciò è restituito attraverso lo sguardo e l’immaginazione di Freddie Freeman, fratello di Billy per estensione del termine. Adolescente paraplegico e collezionista di cimeli originali dei suoi eroi in costume, di cui è espertissimo. Ben tratteggiata la figura di Freddie, istruttore di super poteri e dell’uso corretto dei medesimi, che di fatto restituisce il sidekick, personaggio metà spalla e metà coscienza dell’eroe del caso. Una figura per lungo tempo indispensabile alla quale s’è progressivamente fatto ricorso in modo refrattario.

Shazam è un racconto epico che senza brillare sul fronte della novità rimescola miti e religioni in una chiave che tra una risata e l’altra, coinvolge ogni tipologia di spettatore. I sette peccati capitali della confessione cattolica, incrociati con i poteri delle principali figure dell’età ellenica combinati con la saggezza di Salomone. Gli altri poteri sono: la velocità di Mercurio, la resistenza di Atlante, la forza di Ercole, e l’invulnerabilità di Zeus.

Film per famiglie a tutti gli effetti, cavalca disinvoltamente la commedia d’azione che qui si tinge di sgargiantissime tonalità. La sana concentrazione di bontà ma non di buonismo che dispensa qualche parolaccia di troppo. Shazam, grazie alla partecipazione di Zachary Levi, attore brillante apprezzato nella spy comedy televisiva Chuck, spinge forte sull’ accelleratore del divertimento ma  è anche un avvincente romanzo di formazione sul passaggio dall’età dei sogni a quella dei fatti.

Il giovane Billy cresce e matura tanto nella sua identità umana quanto in quella mitica. È una metafora. Non si nasce supereroe  e neppure lo si diventa. Si decide di esserlo. È uno schiaffo al relativismo etico del Marvel Cinematic Universe. Un colpo da knock out al politicamente corretto imposto dalla Disney, in qualche misura inseguito pedissequamente dalla DC – Warner.

I buoni sono buoni e i cattivi sono cattivi. Senza se e senza ma. Senza attenuanti buoniste e riscritture dettate dalla contingenza politico ideologica dello sceneggiatore di turno. Film per famiglie ad alto tasso di “buone notizie”. Non nel senso demagogico di certi giornali ma proprio di quelle nuove che rimettono in ordine i valori. A cominciare da quello della famiglia. Che è dove i sentimenti prosperano. A seguire quello dell’altruismo. Meglio rischiare di beccarsi un cazzotto sul naso che voltare le spalle ad un ragazzino che non è in grado di difendersi, pestato con regolarità svizzera da una coppia di bulli.

Magnifica invece la coppia di genitori adottivi a capo di quella “gabbia di matti” che è la casa famiglia. Il cattivo è il Dottor Sivana, villain di lungo corso, in buona sostanza è il Lex Luthor di Superman, il Joker di Batman. Speculare a Billy sul piano dei drammi familiari, volge però al male come forma definitiva di riscatto.

Il cattivo è interpretato dal solido Mark Strong, comic actor tra i più gettonati con all’attivo Kick off e Kingsman – Secret service. L’attore,  apprezzato anche nello Sherlock Holmes di Guy Ritchie di cui è uno degli interpreti feticcio, stavolta fa centro dopo il passo falso nell’improponibile Lanterna Verde, in cui era Sinestro. Shazam ha dunque il dono di far sentire tutti bambini. Che è poi l’idea stessa tanto delle fiabe quanto, dai fratelli Lumière e Méliès in poi, del cinema. Che è dinamismo e ignoto, è il fulmine di Shazam che sorprende lo spettatore. In fondo, un uomo è colui che nella sua maturità conserva il cuore di un bambino. E se lo diceva Pascoli…