Il cinema “Fuorinorma” di Alessandra Pescetta. Alla Casa delle donne (di Roma)

“La città senza notte” mercoledì 25 luglio (ore 21) alla Casa internazionale delle donne a Roma, nell’ambito della rassegna-festival, “Fuorinorma”. Si tratta dell’ opera prima della video artista Alessandra Pescetta, ispirata alle pagine di “La pace di chi ha sete e sta per bere”, racconto breve della giovane scrittrice Francesca Scotti. Un film fuori dal comune e visivamente magnifico che prosegue con successo il suo tour dopo il pasaggio a tanti festival internazionali, e il lancio nella sala romana di Silvano Agosti nelle scorse stagioni …

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C’è un Ufo che si aggira nel panorama cinematografico italiano. Decollato dal Taofilm fest sta viaggiando nel mondo per festival internazionali, da Sidney a Toronto, da New York a Los Angeles. Un oggetto non identificato per i nostri standard, così appiattiti al ribasso su quel cinema mediano che, quando osa, al massimo, cerca di divincolarsi dall’estetica televisiva.

Il punto di partenza un racconto breve, La pace di chi ha sete e sta per bere, della giovane scrittrice milanese Francesca Scotti, che vive fra l’Italia e il Giappone. Il punto d’arrivo un film che rapisce per la ricerca visiva, le stratificazioni di senso e i paesaggi onirici solidamenti piantati in una realtà drammatica come la tragedia nucleare di Fukushima.

Stiamo parlando di La città senza notte, della video artista Alessandra Pescetta, classe ’66, che dopo un lungo percosto attraverso la pittura, la performing art, i videoclip e la fotografia, debutta nel cinema con questo lavoro decisamente fuori dal comune, che più che nella trama, ci avviluppa in un immaginario estetizzante ed affabulatorio, ma non per questo privo di inquietudine.

Un’inquietudine che si manifesta da principio col volto in lacrime di Mariko, bellissima modella giapponese (Maya Murofushi) che dopo la tragedia di Fukushima, sceglie di “riparare” il dolore con l’aiuto del suo ex fidanzato, Salvatore (Giovanni Calcagno, da sempre sodale della regista), che la richiama da lui, a Catania, dove si occupa di tutela dell’ambiente.

Ma una volta arrivata in Sicilia, Mariko si accorge che l’incubo non l’abbandona. L’insonnia la perseguita, il cibo è una tortura (tanto da diventare un’arma). E a poco vale la dedizione di Salvatore, rivolta a contemplare questo “suo” fiore di rara bellezza, destinato però a sfiorire velocemente. Finché una notte Mariko, durante un’uscita in auto, finalmente si addormenta sulla spalla del suo fidanzato che guida… Da quel momento tutte le notti si ripeterà lo stesso rituale. Mariko che dorme in auto e Salvatore che resta sveglio per guidare. Mariko che ritrova le sue energie vitali e Salvatore che a poco a poco perde le sue, in una sorta di osmosi amorosa destinata a ritrovarsi, finalmente e definitivamente, in un sogno a due.

E se il realismo a volte tentenna, lo spazio onirico è puro magma allucinario che dice di un mondo sotto assedio, avvelenato senza tregua dall’uomo. In cui le eco di Hiroshima rimbalzano fino al presente dell’ultimo disastro nucleare. Così come le eco del cinema, il capolavoro di Alain Resnais in testa, a cui il film rimanda, proponendosi come una sorta di “Fukushima mon amour” dei nostri giorni.

La città senza notte, non è un film per tutti, ma lo è sicuramante per gli amanti del cinema d’arte. Non è sfuggito, infatti, ad Adriano Aprà, decano dei critici cinematografici che l’ha voluto nella sua rassegna-festival, Fuorinorma, (mercoledì 25 luglio alla Casa internazionale delle donne di Roma) luogo di “raccolta” del cinema “neosperimentale” italiano, quello che osa ed ha il coraggio di andare oltre. Prima della proiezione (ore 20) la performance di Barbara Lalle, Dressed By You, parte del progetto SKIN, un programma di performance art a cura di Francesca Fini (leggi qui).

Un paio di stagioni fa è stato un altro regista appassionato come Silvano Agosti ad aver lanciato La città senza notte nella sua sala romana, L’azzurro Scipioni, che da decenni ospita i grandi capolavori del cinema di tutti i tempi. E che per la prima volta in trent’anni ha inserito un’opera prima nel suo programma ufficiale.

Gabriella Gallozzi

Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e del premio Bookciak, Azione!. E prima, per 26 anni, a l'Unità.

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