Addio al “re Mida dei generi”. È morto a 98 anni il produttore cinematografico Fulvio Lucisano

È scomparso a Roma il 18 agosto Fulvio Lucisano, uno degli ultimi grandi produttori cinematografici italiani di rilievo internazionale. Più giovane non solo di Carlo Ponti e Dino De Laurentiis ma anche della generazione di Franco Cristaldi, è stato produttore, distributore, esercente. Un “Re Mida dei generi” capace di rendere culto per intere generazioni di spettatori un’infinita library di horror e poliziotteschi, di commedie brillanti e parodie comiche, accanto a tanto cinema d’autore e fiction televisive. I funerali il 19 agosto a Roma (ore 10.30) alla chiesa di santa Maria del popolo in Piazza del Popolo …

Sul set romano di Due marines e un generale di Luigi Scattini (1965, nella foto) Buster Keaton, nei panni del generale tedesco, diede a Fulvio Lucisano un consiglio che il produttore avrebbe seguito per tutta la carriera: qualunque genere di film si stia girando, bisogna assicurarsi che accada qualcosa fin dalle prime battute, una risata se è una commedia, un colpo di scena nei primi dieci minuti se è un dramma o un film d’azione.

Era lo stesso Lucisano, scomparso il 18 agosto, a Roma, all’età di 98 anni, a raccontare questo aneddoto. Che dice della dimensione internazionale del suo cinema e anche e, soprattutto, della varietà dei generi che ha prodotto, tanto da aver ottenuto il titolo di “re Mida dei generi”, come l’ha definito Laura Delli Colli nel suo libro-ritratto: Fulvio Lucisano. Sotto il segno del cinema, Edizioni Sabine, 2018. Con la sua scomparsa il mondo del cinema perde un grande e appassionato protagonista.

Più giovane non solo di Carlo Ponti e Dino De Laurentiis ma anche della generazione di Franco Cristaldi, Lucisano è nato nella capitale il 1° agosto 1928, ed è stato tra i produttori italiani con la proiezione internazionale più ampia del secondo dopoguerra.

Il suo legame con Roger Corman e con la American International Pictures, che distribuì diversi suoi titoli negli Stati Uniti, gli permise di portare a Cinecittà divi hollywoodiani come lo stesso Keaton, chiamato a recitare accanto a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nella commedia di Scattini. Attraverso quella rete di coproduzioni internazionali Lucisano lavorò anche con Franco Zeffirelli, che nel 1988 lo volle produttore di Il giovane Toscanini, con Elizabeth Taylor al suo ritorno sullo schermo dopo quasi dieci anni di assenza, e con Carlos Saura di cui produsse nel 1999 Goya a Bordeaux, un film a cui teneva particolarmente.

Laureato in giurisprudenza alla Sapienza nel 1954, Lucisano aveva iniziato la sua attività nel cinema alla fine degli anni Quaranta, collaborando con l’Istituto Luce alla produzione di documentari e cinegiornali destinati al mercato latinoamericano. Nel 1958 fondò la Italian International Film (IIF), casa di produzione e distribuzione che avrebbe guidato per quasi settant’anni e attraverso cui ha realizzato oltre centocinquanta progetti, spaziando dalla fantascienza pulp di Terrore nello spazio di Mario Bava all’horror di Cosa avete fatto a Solange? di Massimo Dallamano, fino al cinema d’autore firmato da Liliana Cavani, Marco Ferreri e Lina Wertmüller. Non mancò la commedia popolare, con titoli come Ricomincio da tre di Massimo Troisi, Notte prima degli esami di Fausto Brizzi, Il grande cocomero di Francesca Archibugi e Il Tassinaro di Alberto Sordi. “Genres don’t exist”, disse Lucisano a Variety in un’intervista del 2008: l’unico giudice a cui rispondeva era il pubblico in sala.

Il suo ultimo lungometraggio, Alla festa della Rivoluzione di Arnaldo Catinari dall’omonimo libro di Claudia Salaris è uscito nel 2026 dopo l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma.

Dal 2004 la IIF ha esteso l’attività alla produzione televisiva, con serie come Mina Settembre di Tiziana Aristarco. Insieme ad Aurelio De Laurentiis, Lucisano contribuì inoltre allo sviluppo di una catena di multisala a Roma. È stato presidente dell’ANICA dal 1998 al 2001. Nel 2005 la Mostra del Cinema di Venezia gli ha dedicato un omaggio in occasione della retrospettiva a lui intitolata. Nel 2007 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo ha insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro. Nel 2009 ha ricevuto il David di Donatello alla carriera, a cinquant’anni dall’inizio della sua attività di produttore.

Lascia la moglie e le due figlie, Federica e Paola Lucisano, entrambe produttrici cinematografiche, che da anni affiancavano il padre nella conduzione delle aziende di famiglia. I funerali a Roma il 19 agosto (ore 10.30) alla chiesa di santa Maria del popolo in Piazza del Popolo. Le figlie Paola e Federica annunciano che dopo la Mostra di Venezia seguirà una celebrazione pubblica.


Gino Santini

redattore


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