Addio Kalatapasvi, il decano dei registi indiani. E guru di Tollywood


 

È scomparso il 2 febbraio all’età di 92 anni Kasinadhuni Viswanath, decano dei registi indiani e tra i suoi più illustri e prolifici rappresentati, premiato nel 2017 col Dadasaheb Phalke Award, il più ambito premio cinematografico in India.

Più conosciuto come Kalatapasvi, il regista è nato il 19 marzo 1930 ad Andhra Pradesh, regione dell’India centro-orientale che si affaccia sul golfo del Bengala. Della sua terra di origine è stato grande interprete attraverso il cosidetto cinema Tollywood, tutto danze e teatro in lingua telogu e diretto “concorrente” ma anche fratello del più famoso Bollywood in lingua hindi, genere nel quale Kalatapasvi si è comunque cimentato.

Ha recitato in più di trenta film e ne ha diretti cinquanta. Dopo aver lavorato come assistente alla regia per diversi anni, Viswanath ha debuttato come regista nel 1965 con Pathala Bhairavi, proseguendo con una carriera invidiabile caratterizzata soprattutto da una forte attenzione al sociale. Al centro dei suoi film temi particolarmente sentiti e scomodi in India come il sistema delle caste, l’alcolismo, la disabilità, ma soprattutto la discriminazione di genere.

Le sue protagoniste sono quasi sempre donne forti e intrepide che desiderano coronare il loro sogno d’amore e guadagnarsi il proprio posto nel mondo, come nel suo ultimo Subhapradam del 2010.

Molta commozione in India per la sua scomparsa. “È stato un protagonista del mondo del cinema, distinguendosi come regista creativo e poliedrico. I suoi film hanno toccato vari generi e affascinato il pubblico per decenni” ha twittato il premier indiano Narendra Modi facendo le sue condoglianze alla famiglia del regista e ai suoi ammiratori.