Addio Paolo Maurensig voce letteraria della Mitteleuropa. Amato anche dal cinema



Con i suoi romanzi è stato espressione della cultura mitteleuropea. È morto a 78 anni Paolo Maurensig nato a Gorizia e trasferitosi da diversi anni nelle vicinanze di Udine. A renderlo celebre a livello internazionale è stata la sua passione per gli scacchi da cui è nato il bestseller La variante di Luneburg (Adelphi), pubblicato nel 1993 e tradotto in molte lingue.

Due maestri del gioco, uno ebreo l’altro ufficiale nazista, opposti in tutto, attraversano gli anni della Seconda Guerra Mondiale, pensando ad affilare le armi per sopraffarsi sul campo di gioco. Una storia che è arrivata anche sui molti palcoscenici.

Al cinema, invece, è arrivato un altro suo importante romanzo: Canone inverso (Mondadori, 1996) portato sul grande schermo da Ricky Tognazzi (nelle foto). Anche in quest’opera si ripercorrevano alcuni elementi già forti nel libro precedente. L’ambientazione mitteleuropea, la musica, il tema del viaggio, il gioco del destino che provoca incontri solo apparentemente casuali, il fascino tragico del talento coltivato con passione esasperata. Ma “non c’è niente di autobiografico – aveva spiegato l’autore – se non l’amore per la musica”. E i temi sono il nazismo, l’olocausto e la primavera di Praga.

Pluripremiato durante la sua carriera ha pubblicato tra gli altri, L’oro degli Immortali (Morganti), Teoria delle Ombre (Adelphi), Il diavolo nel cassetto (Einaudi). E ancora scacchi con L’arcangelo degli scacchi – vita segreta di Paul Morphy (Mondadori). Il suo ultimo romanzo, appena consegnato all’editore Einaudi, uscirà dunque postumo col titolo Il quartetto Razumovsky e racconterà ancora una volta di musica.

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