Campiello 2026 ecco la cinquina. Cicutto: “Che il Premio diventi un’attività permanente nel corso dell’anno”

Presentata a Padova la cinquina finalista della 64ª edizione del Premio Campiello: in lizza Ermanno Cavazzoni (Storia di un’amicizia, Quodlibet), Marcello Fois (L’immensa distrazione, Einaudi), Valeria Parrella (La ragazzina, Feltrinelli), Alcide Pierantozzi (Lo sbilico, Einaudi) ed Elena Varvello (La vita sempre, Guanda).
La selezione è stata scelta dalla Giuria dei Letterati, presieduta da Roberto Cicutto. Il vincitore sarà proclamato il 3 ottobre al Palazzo del Cinema al Lido di Venezia. “Sono veneziano – ha sottolineato Cicutto -, e Campiello, tra le altre istituzioni, è un nome che ha popolato la mia adolescenza: tornare a servire questo territorio come Presidente della Giuria dei Letterati è un onore che sento profondamente. Quest’anno, peraltro, il Premio sarà celebrato al Palazzo del Cinema, e l’incontro tra letteratura e cinema mi appartiene per storia personale e professionale. Sul lavoro di questi mesi, però, voglio essere onesto: ci siamo trovati davanti a una quantità enorme di testi, e questo pone una domanda che va oltre il premio stesso. Esiste oggi, infatti, una discrepanza evidente tra la capacità di assorbire opere d’ingegno e la quantità che se ne produce: è una questione di sostenibilità sia del mercato che culturale, prima ancora che editoriale. Per questo il compito di un Premio come il Campiello non può esaurirsi nei momenti come la selezione della cinquina o la proclamazione del vincitore: deve diventare un’attività di 365 giorni l’anno, nelle scuole e nelle istituzioni, per attrarre nuovi lettori e coinvolgere autori ed editori in una riflessione più ampia sul senso e sul ritmo della produzione letteraria.”
Il Premio Opera Prima è andato a Nadeesha Uyangoda per Acqua Sporca (Einaudi): un romanzo su identità, memoria e appartenenza, che intreccia una vicenda familiare e migratoria per raccontare lo spaesamento e la ricerca di sé tra lingue, culture e generazioni diverse.



