C’è un piccolo gioiello tra le onde. È “In Waves” apertura de la Semaine de la critique a Cannes
Presentato in apertura della Semaine de la critique a Cannes, “In Waves” opera prima di animazione della regista franco-vietnamita Phuong Mai Nguyen. Dal fortunato graphic novel di AJ Dungo (tradotto in Italia da BAO Publishing) un delicato mélo tra surf , malattia ed elebarozione del lutto. Un diario intimo in cui il disegnatore ricostruisce il suo amore giovanile e la passione condivisa per il surf. Una storia essenziale, minimalista che ti investe d’emozione a ondate …

È un’emozione che arriva davvero ad ondate e non te l’aspetti da un film d’animazione che nei suoi primi istanti sembra destinato al pubblico dei più giovani. E, invece, basta poco perché il blu di In Waves, primo lungometraggio della regista franco-vietnamita Phuong Mai Nguyen, presentato in apertura de la Semaine de la critique, ti trasporti con la delicatezza della risacca in un melò essenziale, minimalista, un po’ come le stampe giapponesi.
Il tratto di partenza, infatti, è quello di AJ Dungo, surfista della Florida diventato celebre nel 2019 con questa storia d’amore in cui surf ed elaborazione del lutto si intrecciano in maniera esemplare. Il fumetto col titolo A ondate è stato portato in Italia da BAO Publishing. E confidiamo che a breve possa arrivarci anche il film.

La storia è autobiografica, vissuta dallo stesso AJ che la racconta attraverso il suo diario interiore di surfista e illustratore. Ricordi legati alla sua adolescenza: un liceale che si innamora di una ragazza che fa surf. Lei è Kristen, il suo amore di gioventù. Dividono il quotidiano con gli amici (un bell’esempio di melting pot), si fanno trascinare fra le onde finché un ospite inatteso bussa alla porta della ragazza: è un tumore. L’amputazione di una gamba, poi la ripresa, di nuovo sul surf con la protesi, la nuova vita da reinventare.
Ma poi la recidiva, di nuovo la cura e di nuovo resistenza condivisa. Non solo tra la coppia ma anche con gli amici di sempre. La malattia, però, non mollerà. E il blu delle onde cederà al seppia della solitudine del protagonista, con la promessa fatta alla sua ragazza di soli 25 anni, di raccontare con la sua arte la loro storia.

In Waves, con con la forza della semplicità e una scrittura dal tratto raffinato, colpisce anche per l’interesse che suscita nei meno curiosi del surf e del suo universo. Il film, come il fumetto, è anche un curioso omaggio ai pionieri che alle Hawai lo praticavano come forma di resistenza al colonialismo britannico. Le donne a seno nudo che sfidavano le onde, bastarono ai missionari cattolici, per impedirne la pratica e imporne il divieto. Lo racconta Kristen iniziando il suo amore all’amore per le onde, davanti alla statua di Duke Kahanamoku, pioniere del surf e suo culto affettuoso.
Segnalimo ancora che Phuong Mai Nguyen non è nuova agli adattamenti. Nel 2020 ha co-diretto la serie Culottées, trasmessa su France Télévisions e ispirata a un graphic novel di Pénélope Bagieu. E anche in questo caso portato in Italia da BAO Publishing col titolo, Indomite. Storie di donne che fanno ciò che vogliono, una galleria di ritratti di donne che hanno osato sfidare i divieti e i limiti imposti loro dalla società. La serie è visibile su RaiPlay con la voce narrante di Isabella Ragonese. Un piccolo assaggio per conoscere questa giovane autrice, sicramente da tenere d’occhio.
Gabriella Gallozzi
Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.
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