Il nuovo Robinson Crusoe, nato in rete e finito su Marte

In principio era solo un fortunato ebook. Ora è diventato un kolossal firmato Ridley Scott, tra “Salvate il soldato Ryan” e “Gravity”. L’incredibile avventura dell’astronauta-botanico che, come l’eroe letterario di Daniel Defoe, si salva grazie alla sua incrollabile fede nella scienza. E la bontà dei terrestri…

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Anche l’acqua salata. Quando si dice nascere sotto una buona stella. Anzi un pianeta. E sì perché tutta l’operazione “marziana” di cui Matt Damon è diventato il testimonial assoluto, ha goduto da subito di una serie di fortunati eventi. A cominciare dal libro, da cui tutto ha avuto origine.
Persino Andy Weir, lo “scrittore per caso” stenta ancora oggi a credere che la sua serie pubblicata on line sia diventata una delle più grandi produzioni cinematografiche degli ultimi tempi. La storia è andata così. Andy Weir, programatore di computer californiano di lunga data, decide di debuttare come scrittore con un libro estremamente tecnico, per addetti ai lavori, basato su ricerche meticolose e su reali nozioni scientifiche e matematiche. Un uomo, abbandonato su Marte a seguito di una spedizione spaziale andata male, deve sopravvivere. Proprio come un novello Robinson Crusoe, che del resto è stato il capostipite dei romanzi d’avventura.
Andy Weir, senza alcun editore, comincia a mettere on line la sua storia: un capitolo ogni sei, otto settimane. Il pubblico lo segue, anzi ne è entusiasta. In breve grazie al tam tam della rete il Sopravvissuto di Weir diventa popolarissimo e in tre anni, scritti tutti i capitoli, diventa un libro in vendita su Amazon a 99 centesimi.cop.aspx
Nel 2014 esce nelle librerie per un colosso dell’editoria come Random Hause e solo negli Usa vende un milione di copie, diventando il caso dell’anno. Le critiche sono entusiastiche. Gridano al nuovo capolavoro di fantascienza. Un po’ tra Apollo 13 e Gravity, ricco di dettagli scientifici (lo stesso Weir si definisce un “nerd prestato alla scrittura”), avvincente, pieno di ironia, dalla prosa scorrevole e molto, molto cinematografico. A ruota  Newton Compton lo pubblica in Italia col titolo L’uomo di marte, modificato in corsa col l’uscita del film in Sopravvissuto, The martian (pag 380, 12 euro).
Si, perché il cinema, anzi la Fox non si è certo fatta scappare l’occasione. Opzionati i diritti del libro, affidato l’adattamento a un noto sceneggiatore come Drew Goddard, si è messa in moto la potente macchina produttiva, addirittura col sostegno della Nasa e la regia di un esperto del ramo come il settantottenne Ridley Scott, deciso a rispolverare le glorie di Blade Runner e Alien, dopo l’infelice Prometheus.
Rispettando l’intero nucleo del libro,  soprattutto il carattere ironico del protagonista incarnato da Matt Damon, Ridley Scott ha ricostruito il Pianeta rosso nei celebri studi Korda di Budapest, seguendo alla lettera ogni aspetto scientifico raccontato da Andy Weir che rende pausibile l’intera avventura. Ad eccezione  della tempesta di vento, incipit del film – e del libro – che su Marte non sarebbe mai possibile a causa della bassa pressione atmosferica del pianeta. Tutto il resto, invece, è scienza, non fantascienza, come dicono dalla produzione.
Ambientato in un futuro vicinissimo, fra 15, 20 anni, Sopravvissuto, infatti, è la storia di Mark Watney, un astronauta botanico che riesce a resistere sull’inospitale pianeta per diversi anni, grazie ad una coltivazione di patate concimata con i suoi escrementi. È lui stesso a raccontarlo, ironicamente, davanti al monitor dell’unico computer rimasto attivo dopo la tempesta che ha fatto abortire la missione della Nasa, Ares III, lasciandolo mezzo morto sul suolo marziano, mentre i suoi compagni di equipaggio lo credono passato al Creatore.
“Sono spacciato di brutto” dice Mark affidando ai posteri il suo video-diario. Unico uomo in quest’altro mondo, senza mezzi, con pochi strumenti in disuso e la sola compagnia della musica disco (che detesta), l’astronauta dovrà decidere se abbandonarsi a morte certa o combattere per la sopravvivenza. Da vero nerd qual è, totalmente fiducioso nel potere “illuminista” della scienza come il suo antenato Robinson Crusoe, Mark sceglierà ovviamente la seconda via. Aiutato a miliardi di chilometri di distanza dai “cervelloni” della Nasa che per salvarlo scenderanno persino a patti col “nemico” cinese. Insomma, un’operazione alla Salvate il soldato Ryan a cui partecipa unito e solidale l’intero pianeta Terra. Con immancabile happy end – dopo due ore e mezza di film – sulle note irresistibili di I will survive di Gloria Gaynor.
Da oggi Sopravvissuto è nelle sale italiane, mentre Marte è di nuovo al centro dell’attenzione planetaria per la scoperta dell’acqua salata. Quale miglior lancio per un film che non passerà certo alla storia della fantascienza?