La brutalità del potere e la poesia. Il Nobel della letteratura alla coreana Han Kang, amata anche dal cinema

Poetica, onirica, visionaria e nello stesso tempo capace di raccontare la brutalità del potere e la violenza della realtà, Han Kang è la prima scrittrice sudcoreana a vincere il Premio Nobel per la Letteratura ed è il secondo Nobel in assoluto del suo Paese, dopo quello per la Pace all’ex presidente Kim Dae-Judg nel 2000.
“Per la sua intensa prosa poetica che mette a confronto i traumi storici con la fragilità della vita umana” è infatti la motivazione del Nobel che le sarà consegnato il 10 dicembre a Stoccolma.
Nata il 27 novembre 1970 a Gwangju, dove nel 1980 si consumò uno dei più efferati massacri della storia coreana a seguito di una rivolta di studenti e sindacati contro la giunta militare di Chun Doo-hwan, la scrittrice trasformerà da subito gli orrori della violenza vissuta in tematiche fondamentali della sua poetica.
Innovativa, sperimentale, Han Kang è diventata un caso editoriale con La vegetariana (Adelphi), vincitore nel 2016 del Man Booker International Prize che racconta la storia di una donna che si vuole trasformare in pianta rifiutando la razza umana. Un cambiamento a cui il marito reagisce con un crescendo di rabbia che arriva al sadismo sessuale. Pubblicato originariamente in tre parti nel 2007, il romanzo nel 2010 è diventato anche un film, diretto da Lim Woo-Seong e molto apprezzato al Sundance Film Festival (vedi trailer e immagini). E adesso è anche una pièce firmata dall’attrice e regista Daria Deflorian e la scrittrice Francesca Marciano che andrà in scena in prima assoluta dal 25 al 27 ottobre al teatro Arena del Sole di Bologna e al al Romaeuropa Festival dal 29 ottobre al 3 novembre.
Il suo ottavo romanzo, Non dico addio è atteso in libreria il 5 novembre sempre per Adelphi, suo editore italiano. Il libro, come il precedente L’ora di greco sull’importanza delle parole perdute e ritrovate è tradotto da Lia Iovenitti, mentre gli altri vedono la traduzione di Milena Zemira Ciccimarra. Apparso nel 2021 in Francia dove ha ricevuto il Prix Médicis Étranger 2023, è la storia di un arduo e doloroso viaggio compiuto d’inverno da Gyeong-ha, la protagonista, per raggiungere l’isola di Jeju dove il papagallino della sua amica Inseon, ricoverata in ospedale a Seul, è rimasto solo e rischia di morire. Al suo arrivo, dopo aver affrontato la tempesta e il gelo, non potrà che seppellirlo ma la discesa agli inferi è anche nella storia della famiglia di Inseon e di uno dei massacri più terribili della Corea tra la fine del 1948 e i primi mesi del 1949, ai danni di trentamila civili accusati di essere comunisti.
Figlia d’arte, il padre era il famoso scrittore e poeta Han Seungwon, Han Kang a nove anni si è trasferita con la famiglia a Seoul dove attualmente vive. Poetessa prima che narratrice, ha debuttato nel 1993 con la pubblicazione di cinque poesie sulla rivista Letteratura e società.
Alla narrativa è approdata due anni dopo, nel 1995 con la raccolta di racconti L’amore di Yeosu. Autrice di racconti, fra i quali Red Anchor con cui ha vinto il Seoul Shinmun Spring Literary Contest, e di 8 romanzi, ha studiato letteratura coreana alla Yonsei University.
5 Ottobre 2017
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