La corsa resistente di Veronica. Nel doc contro ogni stereotipo di Maria Iovine che arriva in sala

In tour per le sale dal 20 giugno (per Luce Cinecittà) “Corpo a corpo” lungometraggio d’esordio di Maria Iovine, vincitrice del premio Millennial Visionaria 2022. Protagonista Veronica Yoko Plebani, campionessa paralimpica, studentessa e soprattutto lottatrice nella sfiancante battaglia contro gli stereotipi di ogni sorta. Un racconto delicato, pieno di pudore e coraggio. Passato ad Alice nella città alla Festa di Roma …

È una battaglia nella battaglia quella di Veronica. Un corpo a corpo da combattere contro la fatica, tante volte anche il dolore nel corso di allenamenti sfiancanti, perché il triathlon è tostissimo e lo è ancor di più se il tuo corpo ha qualche pezzettino in meno. Da combattere, poi, fuori di te nei confronti di un mondo di stereotipi – non solo di genere – perché sei un’atleta donna che delle sue cicatrici ne fa un vanto.

È un corpo a corpo continuo il quotidiano di Veronica Yoko Plebani, campionessa 25enne paralimpica, studentessa e paladina dei diritti delle atlete ma, soprattutto, lottatrice nella sfiancante battaglia contro gli stereotipi di ogni sorta. La disabilità di che genere è?

A lei in quel mondo le è toccato caderci dentro a 15 anni: una meningite fulminante le ha portato via parte degli arti, aggiungendole profonde cicatrici ovunque e una vita tutta da reinventare.

Nel Corpo a corpo di Veronica ci accompagna Maria Iovine col suo documentario (prodotto da Alfredo Fiorillo e Angela Prudenzi) presentato nella sezione Alice della Festa di Roma. Un esordio nel lungometraggio che lascia il segno. E che segue del resto, un combattivo percorso cominciato subito dalla parte giusta: In Her Shoes, corto visionario, ironico e femminista nato e premiato all’interno dello Zavattini 2017 da dove è partito per fare incetta di riconoscimenti un po’ ovunque.

L’incontro tra Veronica e Maria, insomma, era nell’aria. E l’affiatamento si sente, anzi si vede. Nel pedinamento di Veronica sempre più ravvicinato eppure pieno di grazia e pudore. Il suo corpo segnato che mostra con disinvoltura. I servizi fotografici, le pose da nuda, i vestiti corti che non nascondono nulla. “Perché non provi con i tessuti indiani che sono leggeri ma coprono” le dice sua madre.

Queste sono le battaglie col fuori. Contro gli sterotipi di bellezza femminile e normalità difficili a morire nonostante i tempi apparentemente propizi. Poi ci sono le difficoltà di un corpo che fatica più degli altri per fare qualunque cosa. Figurarsi lo sport. Le scarpe da ginnastica che fanno male, i piedi che sanguinano e il medico che dice di limitare la corsa, proprio quando arriva la notizia della partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo.

Quante volte Veronica ha ricevuto brutte notizie e quante volte si è risollevata. Accade anche stavolta. Le protesi in carbonio (sì proprio come quelle di Pistorius) arrivano come soluzione. Anche se fino all’ultimo bisognerà attendere l’ok dal comitato tecnico olimpico. Ed eccoci lì a seguire un po’ col fiato sospeso anche noi l’arrivo della risposta, finalmente, positiva. Ora però è il Covid a bloccare tutto, anche le Olimpiadi.

Corpo a corpo si chiude con questo ennesimo stop alla corsa resistente di Veronica. Rivelandoci però, quasi ai titoli di coda, che in realtà la corsa è ripresa dopo il Covid finendo sul podio giapponese con una medaglia di bronzo. Traguardo tra i tanti che Veronica continuerà a superare. Certi nel lieto fine, in un futuro non troppo lontano, in cui il corpo a corpo non sarà più necessario.


Gabriella Gallozzi

Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.

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