Nuotando contro corrente. Kristen Stewart ora è regista con “La cronologia dell’acqua” che arriva in sala

In sala dall’11 giugno (per Wanted Cinema) “La cronologia dell’acqua” esordio alla regia dell’attrice statunitense Kristen Stewart. Dal memoir di Lidia Yuknavitch, un racconto teso e un film disturbante che ripercorre la rinascita della protagonista da una vita di eccessi e dipendenze alla libertà scoperta attraverso la scrittura e il nuoto agonistico. L’acqua fa da coprotagonista e da ogni movimento, ogni schizzo evoca una lotta con i ricordi e con il corpo. Presentato a Cannes 2025 …

 

Si può rinascere dalla violenza, l’alcol, le dipendenze, l’incesto attraverso l’acqua e la scrittura: lo dimostrano lo sconvolgente romanzo autobiografico di Lidia Yuknavitch La cronologia dell’acqua (2011) apparso in Italia per Nottetempo nel 2022 (traduzione di Alessandra Castellazzi, 336 pp.) e l’omonimo film scritto e diretto da Kristen Stewart, in uscita nelle nostre sale l’11 giugno distribuito da Wanted in lingua originale.

Lidia Yuknavitch (nata nel 1963) narra senza fronzoli la propria vita fatta di eccessi, di relazioni tossiche e dipendenze, di sesso e anche di amore; l’hanno poi salvata una borsa di studio per il nuoto agonistico, in cui intravede la promessa di una vita migliore, nonché l’incontro con la letteratura, con le parole vissute come involucro protettivo, fino a diventare un’insegnante, una madre e un’autrice straordinaria. La scrittura si instilla nella sua vita anche attraverso l’incontro con il suo professore (interpretato da Jim Belushi), che intuisce il potenziale creativo della giovane donna, dandole una nuova direzione.

Ma prima ha dovuto imparare tutto da capo: ad amare, a rapportarsi agli altri in modo non violento, a sopravvivere alla perdita di una figlia neonata e alle molteplici dipendenze in cui finisce.

E così la protagonista Lidia è cresciuta in una famiglia disfunzionale e problematica, con un padre violento che abusa di lei, una madre alcolista e troppo fragile per proteggere le figlie.

Affamata di vita, intravede nella scrittura e nell’acqua una terapia verso l’indipendenza e l’elaborazione del lutto, una forma di salvezza ed è determinata a perseguirla, anche se la figura malata di suo padre non smetterà mai di tormentarla. Nell’acqua, come nella scrittura, a suo avviso, ci si può abbandonare e addirittura reinventare.

“Prego per poter nuotare: quanti chilometri occorrono per nuotare verso se stessi?” si chiede Lidia in una delle scene di apertura del film, di difficile comprensione, con il volume alto, quasi insopportabile, le porte sbattute, gli oggetti che cadono rumorosamente al suolo.

L’attrice diventata celebre come protagonista della saga di Twilight, qui al suo primo lungometraggio da regista, ha scelto per il ruolo una convincente Imogen Poots: “Mi occorreva lei per la parte di Lidia, perché ha gli occhi azzurri, il corpo voluttuoso, lo spirito aperto. Ma è anche molto concentrata e intelligente in maniera incredibile. Non si può pretendere da un attore che impersoni uno scrittore se non ha da qualche parte uno spirito letterario” spiega Kristen Stewart parlando del film, presentato al Festival di Cannes 2025 nella sezione Un Certain Regard.

Ha letto il romanzo per la prima volta nel 2017 e ne è rimasta folgorata: ha deciso che la storia meritava un set e un copione; alla sceneggiatura ha lavorato per otto anni, scrivendo e riscrivendo a più riprese. E ha descritto il suo film come “un invito a guardare la bruttezza, a confrontarsi con la vergogna e a riconoscere che il nostro corpo e la nostra storia ci appartengono”.

Attrice statunitense interprete fra gli altri di Biancaneve e il cacciatore (2012), di Café Society (diretto da Woody Allen nel 2015) Kristen Stewart ha ottenuto nel 2021 il plauso della critica per la sua interpretazione della principessa Diana in Spencer.

Le scene simboliche – quali quelle di Lidia che nuota attraverso una tempesta d’acqua – diventano una potente metafora della sua lotta interiore: ogni movimento, ogni schizzo d’acqua evoca una lotta con i ricordi, con il corpo vissuto come spazio di sofferenza: momenti visivi forti, rafforzati da una banda sonora che fa venire in mente i movimenti dell’acqua in tempesta pur coinvolgendo lo spettatore in un’atmosfera di speranza.

Kristen Stewart porta in scena una storia “scandalosa”, un coacervo di tematiche complesse mescolate tra loro e di difficile trasposizione sullo schermo. Pur rimanendo fedele al libro, ripropone il linguaggio di Lidia, crudo e corrosivo. Nel montaggio molto frammentato vengono a mescolarsi numerosi episodi di pochi secondi con un’ossessione per il corpo, ripreso in tutti i modi, ma anche, per contrasto, con delle scene più costruite, che riportano momenti di vita, in famiglia della protagonista adolescente, con i genitori e la sorella oppure adulta, una volta emancipata, con i suoi due mariti.

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