Paola Pitagora: “La scuola di Albinati insegna ai maschi a mettersi a nudo”

Paola Pitagora, volto simbolo di tanto cinema (anche d’autore), della tv degli sceneggiati e oltre, nonché di molto teatro, racconta le “mille ragioni” per leggere e rileggere “La scuola cattolica”, il romanzo di Edoardo Albinati vincitore dello Strega 2016 che sta diventando un film per la regia di Stefano Mordini …

 

Ci sono mille ragioni per leggere e rileggere il libro di  Edoardo Albinati.

La scuola cattolica è un titolo che non riassume tanta ricchezza. C’è il San Leone Magno in effetti, scuola del quartiere Trieste, c’è la Roma degli anni’70 – che non è più quella degli anni ’60 –, una città che diviene sempre più inquieta e torbida. Ci sono i compagni di scuola, personaggi indimenticabili, folli e persino criminali.

Incombe il massacro del Circeo, ma l’autore lo maneggia con lievità, non ci specula, racconta con mano chirurgica quella tragedia  che sconvolse non solo i romani.

3541280-9788817086837

Le pagine che ho più amato, sono quelle sulle madri dei compagni di scuola, il diario del professore filosofo, le riflessioni sulla borghesia, le rimembranze sui mutamenti del linguaggio, l’inquietudine che serpeggia su tutto.

Non manca ovviamente la politica, che in quegli anni vedeva forti  contrapposizioni fra i giovani di estrema destra e sinistra.  C’è il sesso adolescenziale, ma soprattutto, ed è quello che mi ha fatto percorrere con gusto le quasi milletrecento pagine, c’è l’onestà dell’autore.

Un uomo che nell’io narrante, si mette a nudo con coraggio. Una rarità,  che raccomando ai miei amici maschi. E consiglio alle lettrici, che hanno voglia di scoprire le pieghe  della formazione di un giovane uomo, questo saggio che è anche un romanzo terribile e a tratti  molto divertente.

Facoltativo, per chi ha voglia di percorrere certi sentieri della memoria, e persino per un giovane che quegli eventi li ha solo sentiti nominare, ma ancora, come l’educazione cattolica, ce li ha nei cromosomi e li respira nell’aria della città e non solo.

Obbligatorio, per chi vive a Roma e come me non finisce mai di stupirsi di fronte alla bellezza e alla complessità di questa città.