Quadraro, il quartiere ribelle tra storia, cinema, architettura. Al Macro Asilo di Roma


Da Il tetto di De Sica a L’audace colpo dei soliti ignoti di Nanny Loy. Non sono che due piccoli grandi esempi di come il cinema abbia usato le periferie di Roma come set per celebri film.

In questo caso particolare parliamo de il Quadraro, storico quartiere nel quadrante Sud-Est della capitale, un tempo scenario di rivolte (la Resistenza romana fu molto attiva e risale ad allora l’apellativo di “nido di vespe” coniato dai nazisti) e tragiche deportazioni (nell’aprile ’44) ma anche luogo della maggiore concentrazione di monumenti storici e di verde pubblico tutelato.

Oggi, però, abbandonato all’abusivismo edilizio, all’inquinamento ambientale e al degrado totale, come nel caso del Parco Archeologico della Via Latina.

Di tutto questo si parlerà giovedì 11 luglio al Macro Asilo di Roma nel corso di Quadraro Rome-Città, un’intera giornata di studio (dalle 11 alle 20) in cui si avvicenderanno architetti, fotografi e scrittori per una narrazione tra storia, cinema e architettura destinata a fare il punto sulla complessa area capitolina.

Tra i molti ospiti segnaliamo Ghisi Grütter – firma di queste pagine web – che racconterà il ricco rapporto tra il Quadraro e il cinema (leggi l’intero intervento); Marianna Tomassini che presenta il libro Linee Resistenti di Iliano Caprani (L’Asino d’oro, 2019); Daniele Miglio col suo reading dedicato al tragico rastrellamento del 17 aprile ’44; Matteo Volpe curatore della mostra fotografica sui graffiti che da tempo colorano le mura dell’intero quartiere.