Quanto cinema nelle pagine di Paul Auster. La scomparsa dello scrittore americano, cantore di New York

Scomparso a 77 anni, il 30 aprile, Paul Auster scrittore americano e cantore della città di New York, con la sua celebre trilogia e non solo, un po’ come ha fatto Woody Allen con il suo cinema. Col cinema ha instaurato una stretta relazione da sceneggiatore ma anche da regista. Almeno due i suoi titoli cinematografici culto: “Smoke” (1995) e “Blue in the face” (1996) …

 

“New York sta a Paul Auster come Londra a Charles Dickens e i suoi libri sono scritti come fossero film”. Prendiamo in prestito la definizione di Wim Wenders per ricordare l’immenso scrittore americano scomparso il 30 aprile a soli 77 anni, consumato da un cancro ai polmoni.

La sua Trilogia di New York, composta da tre romanzi (Città di vetro, Fantasmi, La stanza chiusa) e pubblicata tra il 1985 e il 1987, è una raffinata detective stories in cui le strade di New York fanno da cornice e palcoscenico a una profonda inquietudine esistenziale. La “Grande mela” di Auster diventa quindi città-simbolo dove il giallo è il pretesto per scandagliare questioni come la causalità degli eventi, personalità multiple, enigmi e destino.

Temi centrali da subito nella sua prolifica opera (34 titoli in tutto tra cui saggi, poesie, sceneggiature) che hanno fatto di lui uno dei protagonisti del postmodernismo in letteratura, al fianco di altri grandi narratori come Thomas Pynchon, Don De Lillo, Philip Roth, William Forster Wallace, anche loro, del resto molto convolti col cinema.

Nato a Newark, New Jersey, nel 1947, Paul Auster è stato anche sceneggiatore e regista. Smoke (1995) e Blue in the face (1996), due titoli culto della cinematografia indi americana, con un attore icona di quegli anni come Harvey Keitel, sono nati dalla sua penna, prima di scrittore, poi di sceneggiatore e co-diretti con Wayne Wang. Parliamo de Il racconto di Natale di Auggie Wren, pubblicato sulle pagine natalizie del New York Times, in cui da una tabaccheria di Brooklyn passa l’intero mondo. Confermando Paul Auster cantore dell’America e in particolare della città di New York, un po’ come ha fatto Woody Allen con il suo cinema.

Del 1999 è poi Lulu on the Bridge di cui lo scrittore firma sceneggiatura e regia in autonomia, dove ritroviamo il suo attore feticcio Harvey Keitel, stavolta nei panni di un sassofonista a fine carriera causa proiettile sparato da uno squilibrato, affiancato da Mira Sorvino e Willem Dafoe.

Dal suo Il libro delle illusioni, del 2002, dedicato alla storia di un prof universitario che ritrova il sorriso improvvisandosi il biografo di un attore del muto, il nuovo – e ultimo – film da regista La vita interiore di Martin Frost, con David Thewlis, Irène Jacob, Michael Imperioli e Sophie Auster, figlia di Paul, nata dal secondo matrimonio con la scrittrice Siri Hustvedt.

Dalla prima moglie, anch’essa scrittrice, Lydia Davis conosciuta a Parigi nei primi anni ’70, Auster aveva avuto il figlio Daniel, morto per over dose nel 2002. Precedentemente, nel gennaio 1979, anche il lutto per la morte di suo padre segnò profondamente le sue pagine, diventando il seme del suo primo memoir, L’invenzione della solitudine, pubblicato nel 1982.

La svolta di Auster arrivò con la pubblicazione nel 1985 di Città di vetro, il primo romanzo della sua Trilogia di New York che, insieme agli altri due lo porteranno alla notorietà, soprattutto negli ambienti progressisti. Seguiranno tra gli altri Leviatano; Timbuctù, 4 3 2 1 , fino al suo ultimo romanzo, Baumgartner, del 2023. In Italia le sue opere cominciano ad arrivare a metà anni Novanta, tradotte da Guanda e poi soprattutto da Einaudi. Periodo in cui la sua popolarità esplode letteralmente in Europa. “A Parigi Paul Auster è una sorta di rockstar” scriverà il New Yorker nel 2007.

Per approfondire segnaliamo Paul Auster – What if di Sabine Lidl, ritratto doc del celebre scrittore americano attraverso interviste allo stesso autore, alla moglie-musa ispiratrice-prima lettrice e critica severa Siri Husted, ad amici e a personaggi del mondo artistico e dello spettacolo.