Star Trek ? Non l’ha inventata la tv ma la letteratura

 Anticipiamo l’intervento di Armando Corridore ospite giovedì 21 luglio (ore 22, Isola Tiberina a Roma) di “Effetti collaterali”, nell’ambito della 36esima edizione del Fantafestival. Cinque serate (a cura di Tino Franco, guarda il promo) da mercoledì 20 a domenica 24 luglio, dedicate ai 50 anni della storica serie, per capire come è potuta diventare la più famosa, imitata e longeva della fantascienza. In attesa nel nuovo capitolo cinematografico, “Star Trek Beyond” in sala dal 21 luglio…

STAR TREK INTO DARKNESS

Girando per la rete non è raro imbattersi in una diffusa convinzione collegata a Star Trek: che tutto quello che vediamo, dalla velocità a impulso al teletrasporto sia stato inventato dagli sceneggiatori della serie.

Una maggiore incisività e diffusione del mezzo visuale rispetto alla lettura, unita al poco interesse per la letteratura condiviso oggi da larga parte dell’Umanità e all’entusiasmo dei blogger che discettano di Star Trek, tracciano ormai con sempre maggiore sicurezza una nuova storia delle trovate fantascientifiche basata sulla convinzione che prima del prodotto televisivo non ci fosse nulla.

Un esempio emblematico è che il 2016 viene ricordato ovunque per essere l’anno del cinquantenario della messa in onda di Star Trek, ma da nessuna parte si fa menzione che 90 anni fa, nell’ aprile 1926 usciva il primo numero di Amazing Stories la prima rivista di fantascienza letteraria che segna di fatto la nascita ufficiale del genere della Scientific-Fiction, diventata poi Scientifiction e indi Science Fiction.

La predominanza del video sulla parola scritta e il proliferare di pagine web ottenute con acritici copia e incolla sta alterando la percezione della verità storica: le idee base della Sf visuale sono di derivazione letteraria.

Se oggi i blogger sembrano ignorare la letteratura, Gene Roddenberry, gli altri sceneggiatori della serie ma anche i produttori di diverse famose serie televisive, (Tales of Tomorrow, Twilight Zone) trovano naturalmente e senza problemi la fonte per le loro storie nella fantascienza letteraria e chiamano le migliori firme delle più importanti riviste di SF come sceneggiatori.

In Star Trek Original series, per esempio, Rodenberry si avvale di autori come Theodore Sturgeon, Richard Matheson, Harlan Ellison; autori di altissimo profilo che hanno scritto episodi memorabili, sempre presenti nella top ten degli episodi più amati dal pubblico qualunque sia la società, la rivista o il blog che propone il sondaggio.

Quando Roddenberry faceva le scuole superiori, nei primi anni ’40, e leggeva gli Astounding Stories che gli prestava un amico, la fantascienza aveva già elaborato centinaia di idee spesso ricorrenti e presenti in autori diversi.

Il teletrasporto, pensate, compare per la prima volta nel 1877 e il motore ad antimateria nei primi anni ’30, il dispensatore di cibo, gli scudi dell’astronave, lo scanner planetario, la rete globale di comunicazione, sono tutte già lì negli anni ’30.

Gene Roddenberry conosceva bene le trovate della fantascienza letteraria ma anche il loro valore poetico e la loro capacità di portare alla luce il senso del meraviglioso, un tratto, questo, che lo accomuna agli scrittori a lui contemporanei.

Con genialità e sensibilità costruisce un universo coerente in cui le più audaci trovate della SF non vengono mai separate dalle problematiche umane, e vengono visualizzate con una plausibilità e una vividezza descrittiva accuratissima. Un procedimento tipico e collaudato della fantascienza scritta che viene reinterpretato dal media visuale e che è il vero fondamento del successo della serie, la più letteraria tra le serie tv di fantascienza.