“Ti ho sposato per allegria” a Venezia 78 con due scene tagliate. Monica Vitti secondo Natalia Ginzburg

 

Sarà presentato in anteprima mondiale alla 82. Mostra del Cinema di Venezia in Venezia Classici il restauro integrale in 4k, realizzato da Cinecittà, di Ti ho sposato per allegria, il film del 1967 di Luciano Salce tratto dall’omonima commedia teatrale di una delle più grandi firme del nostro ‘900, Natalia Ginzburg, con protagonista, in una delle prove migliori della sua carriera, la meravigliosa Monica Vitti.

Una riscoperta importante, che restituisce all’originale forma l’opera di un maestro della commedia di costume come Salce (Il federale, La voglia matta, Il prof. Guido Tersilli… fino all’epico exploit di Fantozzi) e rende omaggio alla più moderna e inclassificabile delle attrici del cinema italiano (e non solo) che torna sugli schermi di Venezia con una prova irresistibile, brillante e contagiosa.

Il restauro 4k è stato realizzato da Cinecittà nei propri laboratori digitali, a partire da materiali ritrovati a Parigi di proprietà di Studio Canal, tra i quali sono state rinvenute anche due scene tagliate dalla censura dell’epoca e che sono state inserite nuovamente, per consentire al pubblico di Venezia la visione, in anteprima mondiale, del restauro integrale dell’opera di Salce.

Ti ho sposato per allegria racconta la storia di Giuliana (Monica Vitti), una giovane donna estroversa, caotica e anticonformista, con un passato sentimentale complicato, che era sul punto di tentare il suicidio per amore poco prima di incontrare Pietro (Giorgio Albertazzi).

Pietro è un avvocato tutto d’un pezzo e proviene da una famiglia borghese molto tradizionale. I due si innamorano e convolano a nozze in brevissimo tempo.

Il film racconta i primi momenti di convivenza, tra dialoghi vivaci, incomprensioni, scontri culturali e caratteriali. Le cose si complicano ulteriormente quando la coppia di novelli sposi si trova a ricevere in casa la visita della madre e della sorella di Pietro.

Alternando scene irriverenti a riflessioni profonde, il film racconta le difficoltà dell’adattamento reciproco in una coppia nata da un amore improvviso ma genuino, nella cornice delle convenzioni sociali degli anni Sessanta.

 

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