Torna il Working Title Film Festival (in streaming): il lavoro che resiste (al cinema)

Dal 1° al 15 ottobre, Working Title Film Festival, torna a Vicenza per raccontare il cinema del lavoro. L’edizione è in streaming online: al tempo del Covid la kermesse fa una scelta di responsabilità sociale e rilancia, con 59 titoli da ogni parte del mondo. Una manifestazione totalmente “indie” che si è ormai ritagliata il suo spazio: “Apriamo una finestra globale per raccontare lotte e passioni”. Bookciak Magazine è media partner …

Il Working Title Film Festival è ai nastri di partenza. Il festival del cinema sul lavoro di Vicenza è l’unico in Italia interamente dedicato a questo tema: al tempo del Covid la kermesse non arretra anzi rilancia, proponendo 59 titoli e uno svolgimento totalmente online, dal 1° al 15 ottobre.

La manifestazione diretta da Marina Resta è giunta alla quinta edizione: nel corso del tempo si è ritagliata un suo spazio nella galassia dei festival italiani, grazie alla profonda personalità e riconoscibilità. Quest’anno il festival ha fatto una scelta di responsabilità sociale: considerando la necessità di contenere i contagi a inizio autunno ha deciso di non svolgersi in presenza ma trasferirsi completamente in rete. I film saranno visibili sulla piattaforma https://stream.workingtitlefilmfestival.it/ acquistando un abbonamento (tre opzioni da 20, 50 e 100 euro), a seconda delle possibilità del singolo spettatore.

Il programma, come detto, è ricco e pieno. Nel segno dei tempi: rigorosamente centrato sulle persone che lavorano o dovrebbero farlo, in difficoltà nella “crisi nella crisi” innescata dal virus. In giro per tutto il mondo. Al Working Title si vedranno miniere di cristalli liquidi in Svezia e fabbriche autogestite in Argentina, pescatrici delle Mauritius ed essiccatori di pesce in Senegal, ingegneri iraniani e giovani greci in perenne attesa di un futuro. E ancora viticoltori macedoni tra le colline del Barolo e tassisti somali a Brooklyn, severi censori arabi e creativi giapponesi femministi.

Una lente puntata sul contemporaneo, che viene declinato attraverso storie di lavoro della produzione audiovisiva indipendente. “Siamo arrivati alla quinta edizione: un traguardo non così scontato per un festival cinematografico indipendente, partito dal basso, senza supporti istituzionali di rilievo – così la direttrice Marina Resta –. La formula online è una scelta in parte obbligata dall’emergenza sanitaria che purtroppo perdura, ma è tutt’altro che un ripiego: al contrario è un’opportunità che vogliamo cogliere per allargare la selezione del festival, mantenendo un’alta qualità della proposta, e per raggiungere un pubblico globale. Durante il lockdown abbiamo guardato il mondo che si fermava dalla finestra di casa e da quelle virtuali dei nostri dispositivi elettronici. Ora vogliamo spalancare una finestra globale sul lavoro per esplorarne racconti inediti, spazi invisibili, luoghi lontani, lotte e passioni implacabili”.

Tante le curiosità da scoprire all’interno del programma. Per esempio, nella sezione lungometraggi, l’italiano Still Life di Filippo Ticozzi (nella foto di copertina), storia di una coppia di uomini che esercita il bondage quotidianamente, come un’ossessione. O lo spagnolo En busca de l’Oscar di Octavio Guerra Quevedo, che segue un mestiere particolare: quello del critico cinematografico Óscar Peyrou che… non vede i film, ma si limita a recensirli analizzando le locandine. Sono solo due esempi del programma integrale che si può consultare qui.

Ogni sezione ha una giuria formata da una coppia di giurati: nel complesso ne fanno parte cinque donne e tre uomini. La giuria Lunghi è formata da Gaia Formenti e Pierfrancesco Li Donni. La giuria Corti+ è formata da Francesca Bertin e Thanos Psichogios. La giuria Corti è formata da Hannah Weissenborn e Sorayos Prapapan. La giuria Extraworks è formata da Maite Abella e Perla Sardella. A queste si aggiunge la Giuria Giovani internazionale, un progetto in collaborazione con Erasmus+ Virtual Exchange: formata da sedici studenti e neolaureati in cinema e materie artistiche, assegnerà un premio speciale al miglior film tra quelli che affrontano le tematiche del lavoro giovanile e infantile.