Tre vincitori per il Premio Zavattini 2019/2020. Tre corti realizzati durante il lockdown
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Una storia di mare e memoria, un meta western sul cinema e una rilettura del golpe cileno dell’11 settembre ’73. Sono questi i tre progetti vincitori della quarta edizione del Premio Zavattini (2019/20) di cui il nostro premio Bookciak, Azione! è partner, realizzati proprio durante il difficile momento del lockdown.
Si tratta nel dettaglio de Il mare che non muore di Caterina Biasiucci, Lo chiamavano Cargo di Marco Signoretti e L’angelo della storia di Lorenzo Conte.
La premiazione si è svolta il 20 ottobre al Teatro Garbatella di Roma. Presenti sul palco Vincenzo Vita, presidente dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Antonio Medici, direttore del Premio, Gianfranco Pannone, presidente della giuria esaminatrice, Enrico Bufalini, direttore archivi Istituto Luce Cinecittà, Stefania Parigi (docente dell’Università Roma Tre e componente della giuria), Aurora Palandrani e Luca Ricciardi (cda AAMOD) che hanno ricordato il valore di riutilizzo dei materiali attraverso l’opera d’ingegno e il talento delle nuove generazioni.
Parola d’ordine: ricontestualizzare le opere del passato per farle vivere con la propria creatività nel presente attraverso un linguaggio dinamico, emozionale e diretto: questa è la prospettiva che ha portato alla scelta delle tre opere, costruite peraltro nell’ambito di una complessità particolarissima (il lavoro a distanza e solitario in epoca Covid-19) ma anche di una libertà di utilizzo tematico e di approccio personale al lavoro sulla base di materiali archivistici concessi gratuitamente dai partner dell’iniziativa.
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