“Il Mahabharata” di Peter Brook. L’epico film dall’epico poema indù che ci racconta il presente

Torna al cinema dal 20 agosto (per Cinemaundici e Lumière & Co) la versione reastaurata de “Il Mahabharata” di Peter Brook, film epico dall’epico poema indù che è stato anche un epico spettacolo teatrale, dalla durata fiume. Presentato al Festival di Venezia nel 1989 e poi riproposto nella versione restaurata nel 2024, il film capolavoro del regista e drammaturgo britannico con la sua storia di 3000 anni fa – guerre, potere e le devastanti conseguenze dell’agire umano – torna a parlare del nostro presente …

Era il 1989 quando dal Festival di Venezia partì per il suo viaggio in tutto il mondo un capolavoro assoluto della cinematografia, del teatro, nonché della letteratura mondiale, racconto monumentale che intrecciando guerra, etica, destino e potere, del mondo racconta, senza mai perdere di attualità. Anzi.

Parliamo de Il Mahabharata di Peter Brook, l’adattamento per il cinema dell’omonimo poema epico indiano che il grande drammaturgo scomparso nel 2022, aveva reso ancor più epico già a partire dal suo allestimento teatrale del 1985: nove ore di spettacolo con attori provenienti da tutto il mondo (c’è anche Vittorio Mezzogiorno tra gli interpreti) secondo il suo approccio multiculturale, tipico delle neoavanguardie del secondo dopoguerra, dove i confini non esistono, neanche tra le arti. Cinema, teatro e televisione interagiscono e dialogano tra di loro.

Così è nato il suo Mahabharata che torna al cinema (quasi 40 anni dopo) da mercoledì 20 agosto nella sua versione restaurata in 8K, distribuita da Cinemaundici e Lumière & Co. Una storia che dal passato remoto (il poema indù è di 3000 anni fa) torna a raccontare il presente, purtroppo, popolato di guerre e tragedie nella totale perdita di umanità.

“Quest’opera monumentale esplora gli intrecci tra guerra, etica e potere – racconta Simon, figlio di Peter Brook che ha seguito il lavoro del padre anche durante la tournée teatrale e poi durante le epiche riprese per il cinema- . Non è semplicemente una narrazione, ma un’epopea che trascende i confini del tempo e dello spazio, rivelando i dilemmi e le devastanti conseguenze che derivano dalle scelte umane. Attraverso le generazioni, la storia narra la discesa nell’abisso di due rami della stessa famiglia, intrappolata in un conflitto fratricida estremo che semina morte e distruzione di dimensione epocale”.

Più nel dettaglio Il Mahabharata ci porta iin un’epoca antica dell’India mentre due gruppi di cugini appartenenti alla stessa famiglia reale, i Pandava e i Kaurava, lottano per il controllo del regno. Nonostante discendano da due fratelli che vivevano in pace, Dhritarashtra e Pandu, la rivalità tra i cugini provoca morte e distruzione, minacciando l’equilibrio stesso dell’universo. Nato cieco, Dhritarashtra, il fratello maggiore, siede sul trono. I suoi figli, i Kaurava, guidati dall’ambizioso e invidioso Duryodhana, cercano di mantenere il loro potere. Al contrario, i figli di Pandu, i Pandava, guidati dal giusto Yudhishthira, cercano di rivendicare solo ciò che ritengono appartenga loro legittimamente, e niente di più. Il conflitto tra le due famiglie col tempo si intensifica, alimentato da gelosia, avidità e tradimento.

Autore di alcune pietre miliari del cinema di origine letteraria, tra cui Il signore delle mosche, Marat-Sade, King Lear, Tell me liesIncontri con uomini straordinari, Peter Brook nel realizzare il film si pone, ovviamente, il problema della durata. Anche per un problema evidente di costi. Con lui, come per l’esperienza teatrale, è ancora una volta Jean-Claude Carrière, insieme nell’impresa epica: ridurre quel testo “alla base della mitologia indiana, e della religione, della storia e del pensiero, un’opera quindici volte più lunga della Bibbia” a una durata ragionevole per il cinema, sottolinea Simon Brook.

“In principo per il grande schermo voleva realizzare un film di sei ore. Il progetto fu considerato folle e irrealizzabile dal punto di vista finanziario, perciò si decise di girare contemporaneamente una versione cinematografica di tre ore e una versione televisiva di sei ore”. Sempre dal racconto di Simon.

Girato interamente in uno studio nei pressi di Parigi, con attori e troupe internazionali, Il Mahabharata di Peter Brookè stato restaurato grazie a Simon Brook e la sua Brook Productions che dal 2011 si occupa di restauro e conservazione di classici cinematografici.

Il suo ritorno in sala – ci tengono a sottolineare i distributori – “è doppiamente importante: non solo perché si tratta di un’opera cinematografica di estremo valore ma anche perché il film – tratto da un poema indiano scritto 3000 anni fa che racconta di una guerra insanabile, senza tempo, che mette a rischio l’intero Universo – ha molto da dire a tutti noi, in quest’epoca così complessa e densa di sfide”.


Gino Santini

redattore

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