Stop genocidio a Gaza. Il cinema in Mostra a Venezia si mobilita e Bookciak e Giornate ci sono con Sepideh Farsi

Da Venezia a Gaza. Il cinema si mobilita alla Mostra per dire stop al genocidio palestinese. Le Giornate degli Autori e Bookciak, Azione! danno appuntamento il 5 settembre (ore 12 sala Laguna) all’incontro con Sepideh Farsi, regista della diaspora iraniana che nel film manifesto Put your soul on your hand and walk, ha dato voce alla giovanissima fotoreporter di Gaza, Fatima Hassouna, uccisa dalle bombe israeliane. Il 30 agosto manifestazione al Lido con l’adesione di centinaia e centinaia di rappresentati dell’universo cinematografico e una lettera aperta alla Biennale perché prenda posizione contro il genocidio. Nell’articolo le mail a cui scrivere per aderire …

“Stop al genocidio a Gaza”. Finalmente anche il cinema italiano si compatta e sceglie di mobilitarsi dalla vetrina internazionale più prestigiosa: la Mostra del cinema di Venezia, ai nastri di partenza il 27 agosto.

Sono tante le sigle di associazioni, addetti ai lavori e singoli (anche dall’estero) che stanno aderendo alle iniziative in sostegno della Palestina e perché si metta fine subito al genocidio, al massacro da parte dell’esercito israeliano della “popolazione civile palestinese, prendendo di mira ospedali, campi profughi, punti di distribuzione del cibo e dell’acqua, scuole, università, chiese e moschee”.

Per accendere i riflettori sulla Palestina il primo evento in programma è la manifestazione del 30 agosto al Lido di Venezia. Appuntamento alle 17 a S. Elisabetta. Ora dopo ora aumentano le adesioni. Dalle sigle della società civile, ANPI ed ARCI venete, AAMOD e Rete #NOBAVAGLIO, ai rappresentanti dell’universo cinematografico, registi, sceneggiatori, attrici e attori (Leonardo Di Costanzo, Anna Foglietta, Jasmine Trinca, Valeria Golino tra i primi).

Per aderire alla manifestazione scrivere a: adesioni30agosto@gmail.com, con nome cognome e qualifica. Intanto, il 22 agosto,  è partita anche la lettera aperta alla Biennale di Venezia inviata da centinaia e centinaia di esponenti del cinema italiano e internazionale riuniti sotto la sigla V4P (Venice4Palestine) e firmata anche in questo caso da tanti, tantissimi rappresentanti del mondo dello spettacolo e della cutura. La richiesta è diretta: che La Biennale prenda posizione in modo netto condannando il genocidio a Gaza, così che questa prossima Mostra non sia “una triste e vacua vetrina”. Si può aderire scrivendo a: venice4palestine@gmail.com.

Le Giornate degli Autori e Bookciak, intanto, una posizione netta contro il genocidio l’hanno già presa, annunciando – a inizio agosto – la partecipazione di Sepideh Farsi come presidente onoraria della XIV edizione di Bookciak, Azione! La regista della diaspora iraniana che ha denunciato da Cannes col suo film manifesto Put your soul on your hand and walk, la violazione di ogni diritto umano a Gaza, dando voce alla giovanissima fotoreporter palestinese Fatima Hassouna, uccisa dalle bombe israeliane, sarà protagonista di un incontro con il pubblico il 5 settembre in sala Laguna (ore 12), per una riflessione collettiva sul valore di testimonianza e denuncia del cinema .

Incontro che farà da introduzione alla serata, in accordo con SNGCI, dedicata alla proiezione dei bookciak vincitori 2025,  il cui tema di questa edizione “scappo dalla città”, pensato in origine come riflessione sulle conseguenze dei cambiamenti climatici, ecco prendere corpo alla luce dei massacri a Gaza come vera e propria fuga dalla distruzione e dalla guerra. L’indomani, il 6 settembre (ore 11 a La villa) Sepideh Farsi sarà nuovamente protagonista della premiazione-picnic dei vincitori di Bookciak, Azione! affiancata dalle giurate Antonietta De Lillo, Laura Luchetti e Silvia Scola.

“In quanto artiste e artisti, operatrici e operatori del mondo della cultura, non possiamo rimanere in silenzio mentre a Gaza è in corso un genocidio ed ogni giorno notizie indicibili colpiscono duramente le nostre comunità. Che senso ha la nostra professione se non quello di trarre insegnamenti dalla storia, di realizzare film impegnati, se non siamo presenti per proteggere le voci inascoltate, oppresse?” si legge nell’appello già condiviso dalla comunità internazionale a Cannes ed ora rilanciato da Le Giornate degli Autori e che noi di Bookciak sottoscriviamo punto per punto.

“A Cannes, eravamo più di mille, provenienti da tutto il mondo, a sottoscrivere una dichiarazione che esprimeva il nostro dolore e la nostra rabbia per il bombardamento e l’uccisione mirata di Fatma Hassona e della sua famiglia da parte dell’esercito israeliano – prosegue -. Da allora la violenza non si è mai fermata. Awdah Hateleen, attivista per la pace, insegnante e collaboratore del documentario Premio Oscar No Other Land, è stato ucciso da un colono a Umm Al-Khair.
Da allora Israele ha preso di mira e ucciso una delle ultime troupe di giornalisti presente a Gaza: Anas Al-Sharif e 5 colleghi di Al-Jazeera. Più di 250 giornalisti sono stati uccisi a partire dal terribile massacro del 7 ottobre 2023.
Da allora il numero di civili uccisi dall’esercito israeliano, dalla fame, dai coloni e nelle prigioni non cessa di crescere. Sono più di 150.000 i palestinesi feriti dall’ottobre 2023. A Gaza ogni persona è un bersaglio”.

Contro l’indifferenza, dunque, “Rifiutiamo di permettere che l’arte sia complice dell’orrore. Bisogna reagire. Bisogna chiamare le cose con il loro nome. Abbiamo l’obbligo di guardare e raccontare la realtà in maniera collettiva, con precisione e sensibilità, affinché non possa più essere nascosta.
Dobbiamo rifiutare la propaganda che colonizza costantemente la nostra immaginazione e ci fa perdere il senso dell’umanità.
Siamo numerose/i e siamo ovunque. Siamo a Venezia e tutti i riflettori sono puntati su di noi. Abbiamo il dovere di riflettere il cambiamento che ci viene chiesto. Dobbiamo misurare la nostra responsabilità nel dare voce alle storie e alle voci di tutti coloro che muoiono nell’indifferenza.
Per Fatma, per Awdah, per Anas, per tutti i bambini, le donne, gli anziani, i giornalisti e i medici, i civili. Il cinema ha il dovere di essere cassa di risonanza del loro messaggio, di riflettere le nostre società. Agiamo prima che sia troppo tardi. Da Venezia a Gaza, dobbiamo usare il nostro potere, ogni giorno, ogni ora, ad ogni respiro. Dobbiamo usare ogni palcoscenico, ogni occasione per chiedere la fine del genocidio in atto”.

Da Venezia a Gaza, dunque, noi ci saremo. E vi aspettiamo.


Gino Santini

redattore

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